Mostra del Cinema di Venezia 2009
La diretta dalla Mostra: video e microblogging
Il cartellino della Mostra
CONCLUSIONI
Con una grande festa è finita la Mostra del Cinema di Venezia.
Il protagonista è stato come sempre solo il cinema e la tanta dedizione e passione di migliaia di persone che sono correvano da una sala all’altra cercando di non perdere neppure un fotogramma.
Sono come sempre loro i vincitori.
I ragazzi che dormono sulla spiaggia del Lido perché hanno voluto vedere anche il film di mezzanotte e poi hanno perso il vaporetto.
I ragazzi che sono arrivati con due soldi, che cercano di economizzare ogni spesa e di sopravvivere per dodici giorni cercando di intrufolarsi nelle feste per poter mangiare.
I ragazzi che fanno amicizia nelle lunghissime file parlando di film visti e scambiandosi opinioni e pareri.
Il Leone d’Oro è meritato e forse anche prevedibile, dopo l’intervista del Direttore Muller che lo aveva definito la ‘’sorpresa del festival’’.
Lebanon è un incubo, quello della guerra, vissuto con dei soldati.
Un film che riempie tutti i sensi umani, corporeo.
Meritato, ma soprattutto per il verde indossato dai protagonisti, il Leone d’Argento a Shirin Neshat.
Personalmente il film che avrei visto volentieri vincitore al Leone d’Oro è Lourdes.
Un film dalle tantissime letture che ci ha raccontato del desiderio e della voglia che abbiamo di credere nei miracoli.
Non sappiamo se esistono, siamo dubbiosi. Quando ci raccontano di miracoli avvenuti siamo sempre i primi ad essere scettici ed a sostenere che le leggende e i creduloni sono inesauribili.
Eppure non possiamo fare a meno, nel nostro intimo, a pensare che il mondo sarebbe migliore se ci fossero. Di nascosto, senza farci scoprire continuiamo ad essere sicuri che esistono e sperare di vederne uno.
C’è tanta spiritualità nel film.
Indimenticabile il finale del film. Festa di ballo per la partenza con i malati ed i volontari del pellegrinaggio, il cantante che canta Felicità di Al Bano e alcuni che provano a ballare ed altri che pensano e sperano.
 Il livello generale dei film è stato sicuramente buono.
Molte sorprese si sono state anche nelle due sezioni: settimana della critica e giornate degli autori.
Ho apprezzato in queste sezioni il film Gordos, una delle poche commedie, con capacità di far ridere il pubblico presenti al festival.
Si sa oltre i film comici nei festival non sono mai troppo presenti anche i film di genere come i film di azione. Sempre in queste sezioni invece abbiamo visto un altro interessantissimo film spagnolo Celda 211. Un film d’azione, un prison movie, veloce ed interessante.
Il vero sconfitto è anche questo anno il cinema italiano.
Nonostante le tante spinte e le attenzioni dell’organizzazione, i quattro film in concorso, i tanti soldi spesi in Baaria non si vedono tante speranze.
Chiuso nei suoi difetti che sono i soliti, mancanza di soggetti, poche idee, formalismo esagerato, minimalismo stucchevole, soliti ruoli, soliti personaggi, musica esagerata.
L’unico film che si può salvare è Il compleanno di Marco Filiberti.
E’ tutto altro che un capolavoro, ha anche questo tutti i soliti difetti ma direi che la storia è la più solida ed i personaggi veri.
Recensioni
Ahasin Wetei (Between Two Worlds) Vimukthi Jayasundara
Un film sulla memoria del popolo dello Sri Lanka e sulla realtà che speriamo pacifica Il Compleanno Marco Filiberti
Le solite canzoni italiane che accompagnano scene anche lunghe come dei Juke Box... Zanan bedoone mardan (Women Without Men) Shirin Neshat
Il verde è il colore dell'Islam. Qui rappresenta invece quello della speranza e della lotta di tanti giovani iraniani. Touxi (Cina) Jie Liu
Delhi - 6 Mehra Rakeysh Omprakash
Forse Delhi - 6 è un film orientale per l'occidente perché non aggiunge nulla di ciò che gli indiani stessi non sappiano di loro Tehroun Takmil Homayoun Nader
Un bambino perso non è solo un dolore profondo di un singolo, di una famiglia, è anche un simbolo di qualcosa che in Iran si è perso Zarte Parasiten (Tender Parasites) Christian Becker
Queste due coppie sono entrambe delle vittime del dolore ed il loro incontro diventa unicamente una scappatoia ed una speranza per entrambe. Gordos Daniel Sanchez Arevalo
I gordos non hanno alle spalle solo una storia di obesità; hanno vissuto amori, rancori, amicizia, davanti a loro hanno speranze e aspettative Lo spazio bianco Francesca Comencini
Ci siamo sorbiti una ora e mezzo di noia, profonda noia, svegliati unicamente quando si accendeva il juke box Lourdes Jessica Hausner
Le esperienze di ognuno in pochi giorni diventano indissolubili e diviene difficile capire chi ha più bisogno di chi di essere miracolato Lebanon Samuel Maoz
Come i soldati israeliani entriamo dentro questo carro armato e non ne usciamo solo alla fine del film Domaine Patric Chiha
La matematica come visione del mondo e come base su cui tutta l'attività umana ruota Insolação Felipe Hirsch
E' un film difficile quello che hanno voluto fare e soprattutto non si sono nascosti dietro parole ed azione White Material Claire Denis
L'emigrato non sarà mai membro totale della comunità in cui si è trasferito, perché il suo marchio rimane sempre impresso Paraiso Hector Galvez
Il film corre veloce e con tanta gentilezza nelle immagini Io sono l'amore Luca Guadagnino
La passione, i sentimenti che si vogliono raccontare sono abortiti sul nascere, con tante flussi che partono ma non arrivano. Tetsuo The Bullet Man Shinya Tsukamoto
Il vento divino giapponese, il Kamikaze, vento che salvò per due volte i giapponesi da una invasione sicura dei mongoli. Lei wangzi - Prince of Tears Yonfan
Amiamo il cinema cinese per quello che è. Anche e soprattutto per i silenzi, le pause, gli sguardi ed i loro tempi infiniti. Life during wartime Todd Solondz
La società e la cultura civile ed umana è migliorata o peggiorata rispetto al precedente film di Todd Solondtz "Happiness"? Celda 211 Daniel Monzón
Un esempio di azione e velocità, di ritmo e colpi di scena che nella location di un carcere per detenuti speciali si riesce ad amplificare Francesca Bobby Paunescu
Un film di storie rumene che potrebbero essere italiane e che val la pena di andare a vedere
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