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With or Without You
Anno: 1999
Regista: Michael Winterbottom;
Autore Recensione: Federica Arnolfo
Provenienza: UK;
Data inserimento nel database: 05-09-1999


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With or Without You
Di Michael Winterbottom
Con Christopher Eccleston, Dervla Kirwan, Yvan Attal, Julie Graham

Si cominciano ad intravedere delle linee guida, alla 56a Mostra del cinema di Venezia: il tema del doppio, quello dell'altro da sé, quello della "diversità"; quello della coppia più o meno in crisi, a livello più o meno profondo. Si parlava molto di sesso, ma finora se ne è visto poco: soprattutto di sesso spensierato, vissuto e goduto in piena libertà e semplicità, davvero non v'è traccia.
"With or Without You", ennesimo bel film del bravo Winterbottom (e assai diverso da tutto il resto della sua produzione), ci parla di una coppia irlandese il cui matrimonio, all'apparenza felice, comincia a vacillare dopo mesi e mesi di infruttuosi tentativi di concepire un bambino. Un momento delicato, per Vincent e Rosie, fatto di rapporti sessuali programmati, obbligati, nervosi, di analisi continue, di test di gravidanza che, inesorabilmente, continuano a portare il segno negativo. E in un momento così delicato si inserisce l'estraneo: un vecchio "pen-friend" di Rosie, un ragazzo francese dolce e gentile, Benoit, giunge a Belfast e si sistema presso la coppia. Il confronto con un uomo così diverso da sée così legato al passato della moglie è quasi fatale per Vincent ("lei era innamorata di lui ben prima di conoscere me"), ma il tono scanzonato e ridanciano, che volutamente stride se si pensa che l'ambientazione è quella Belfast di sangue e lacrime che ha già fatto da set a tantissimi film, non lascia presagire la tragedia.
"With or Without You" è un film estremamente godibile, segna quasi una generazione (il brano degli U2 che da il titolo al film è ben significativo per chi, come chi scrive, è intorno ai trenta), e ci mostra un'Irlanda diversa, fatta di sentimenti comuni, di gente normale, di quella stessa gente di cui parla Robert McLiam Wilson, quella che la guerra la vede come una cosa "altra da sé".

 

Conferenza stampa del film, presente Dervla Kirwan (Rosie)

Perché il personaggio di Benoit è stato rappresentato secondo tutti gli stereotipi dell'uomo francese, romantico, dolce, gentile e un po' ingenuo?

Rosie aveva 16 anni quando scriveva a Benoit, è normale che lo abbia idealizzato, che la sua visione di lui sia molto stereotipata. Quando poi arriva a Belfast, lei continua a vederlo esattamente come allora, e lo spettatore segue quindi il punto di vista di Rosie.

Cosa l'ha portata ad accettare questo ruolo?

Mi piaceva l'idea che nel film non ci fosse nulla di "irlandese", ma fosse una storia che poteva accadere ovunque. "Irlanda" non significa solo politica, ci vive gente reale che prova sentimenti reali e universali. Il tema dei rapporti cattolici-protestanti è solo sfiorato: si accenna infatti al fatto che Vincent e Rosie siano protestanti, e che Rosie ha convinto Vincent a lasciare la polizia perché effettivamente il mestiere di poliziotto a Belfast è pericoloso.

Lei è soprattutto un attrice televisiva. Come ha affrontato il lavoro, trattandosi in questo caso di un film destinato alle sale cinematografiche?

Allo stesso modo, e con lo stesso impegno. Ho amato lavorare con Winterbottom, è un regista molto stimolante e siamo entrati talmente in sintonia che in realtà non sono stati fatti troppi ciak.

Perché il brano degli U2 come titolo per il film?

Quella canzone è un ricordo di Rosie, di quando era adolescente e si scambiava lettere con Benoit. Le fa pensare a come sarebbe potuta essere la sua vita con un altro uomo. Nel film, quando lei canta quel brano, è molto triste, il suo matrimonio sembrerebbe definitivamente compromesso.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Sto per iniziare una commedia per la televisione inglese con alcune attrici di teatro. Per il Natale del 2000 sarà un film.