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Subway Stories - Cronache metropolitane
Anno: 1997
Regista: Seth Zvi Rosenfeld; Lucas Platt; Craig McKay; Alison Maclean; Abel Ferrara; Ted Demme; Jonathan Demme; Julie Dash; Patricia Benoit; Bob Balaban;
Autore Recensione: luca aimeri
Provenienza: Usa;
Data inserimento nel database: 23-07-1998


Subway Stories - Cronache metropolitane

Subway Stories - Cronache metropolitane

Tit. or.: Subway Stories - Tales From the Underground; regia/e: Bob Balaban, Patricia Benoit, Julie Dash, Jonathan Demme, Ted Demme, Abel Ferrara, Alison Maclean, Craig McKay, Lucas Platt, Seth Zvi Rosenfeld; sceneggiatura/e: Adam Brooks, Julie Dash, Lynn Grossman, John Guare, Marla Hanson, Danny Hoch, Albert Innourato, Seth Rosenfeld, Angela Todd, Joe Viola; musica: Mecca Bodega; fotografia: Tom Hurwitz, Anthony Jannelli, Ken Kelsch, Adam Kimmel; cast: Sarita Choudhury, Anne Heche, Taral Hicks, Gregory Hines, Danny Hoch, Israel Horovitz, Bonnie Hunt, Bill Irwin, Chrisrtine LahtiDenis Leary, Mike McGlone, Ajay Naidu, Kris Parker, Rosie Perez, Michael Rapaport, Mercedes Ruehl, Jerry Stiller, Lili Taylor, Zachary Taylor, Steve Zahn; prodotto da: Rich Guay, Valerie Thomas; produzione: HBO N.Y.C./Clinica Estetico/Ten In Car; Usa, 1997. [in VHS; anche allegato a L'Espresso (collana Prima Fila)]

«Nel 1995 la HBO ha invitato la gente di New York a mandargli le proprie storie della metropolitana. Più di mille persone l'hanno fatto»: il film è il risultato dell'adattamento dei racconti selezionati nell'ambito di quel concorso. Opera collettiva di registi famosi e meno famosi, tra i quali spiccano Jonathan Demme (e il nipote Ted, conosciuto in Italia per il non pienamente riuscito Beautiful Girls, 1997) e Abel Ferrara, Subway Stories è una produzione tv strutturata in dieci segmenti, il primo dei quali viene ripreso in coda costituendo di fatto la cornice della "galleria". Definire i segmenti "episodi" è forse fuorviante, nella misura in cui il termine episodio e la struttura narrativa ad esso legata possono suggerire l'idea di segmenti di metraggio medio, di capitoli conclusi, in qualche modo legati tra di loro (da un tema, un personaggio, un contesto...), mentre qui ci troviamo di fronte ad un mosaico in certa misura minimalista, costituito da frammenti, tranches-de-vie, che solo in taluni casi si articolano in vero e proprio racconto breve, mentre altrove si compongono piuttosto intorno a una situazione che è pretesto per suggerire atmosfere, schizzare personaggi, accennare a sviluppi che, se si verificheranno, saranno altrove, in superficie... Il filo rosso che collega queste istantanee è la metropolitana della Grande Mela: il film inizia nella luce fredda del mattino con lunghe inquadrature aeree plongée sulla città che ne evidenziano la struttura reticolare; poi "seguiamo" il personaggio protagonista della situazione d'apertura (e, nella reprise, di chiusura) che dalle strade trafficate si infila nel tunnel che lo porta sottoterra, alla stazione della metro (una texture di percorsi fitta quanto quella mostrataci in apertura, ma sotterranea e meno regolare nella geometria, meno squadrata: un intreccio che, ovvimante, non propone angoli retti, ma raggiunge i punti attraverso curve e diramazioni); dopodiché l'esterno, la superficie, non compariranno più, se non come squarcio di luce lontano, in cima a ripide scalinate (a ricordare la realtà parallela che vive "sopra" quella in analisi). Per una volta il titolo (secondo) proposto dai distributori italiani, Cronache metropolitane piuttosto che l'originale Racconti dal sottosuolo (Tales From the Underground), non è qualcosa di assolutamente scollegato come di norma accade, ma anzi suggerisce qualcosa in più, cogliendo bene lo spirito dell'operazione: certo si tratta di racconti, ma l'effetto dell'insieme è realmente quello di un collage di trafiletti, di notizie minori e curiose, magari di non-notizie che vivono di una dimensione intimistica (supportate da voce narrante), che compongono infine uno spaccato della realtà della metropoli "dall'interno", alle "radici", in presa diretta dalla memoria e dalla sensibilità dei cittadini, eleggendo a luogo privilegiato del campionamento l'altra faccia dello specchio, l'arteria nascosta, il cuore motore e pulsante, la metropolitana: una rete sotterranea in cui quotidianamente si cade in massa; uno spazio comune e ristretto, dai percorsi obbligati, in cui necessariamente gli eventi e gli avvenimenti sono più vicini; un tunnel di sospensione/di suspense in cui, dati i possibili pericoli o i tempi morti del viaggio, gli occhi sono ben aperti e per forza di cose ci si trasforma in spettatori (si vedano quelle figure di contorno, di sfondo, che a tratti rientrano nelle inquadrature: gente che annota, gente che occhieggia e ascolta, verosimilmente concretizzazioni filmiche degli scrittori dei racconti all'origine delle sceneggiature; oppure quei protagonisti-esterni del segmento immersi nell'azione solo con lo sguardo, partecipi con l'emozione - paradigmatico Manhattan Miracle in cui il personaggio, isolato anche acusticamente dal contesto per il walkman calato sulle orecchie, è spettatore impotente di un tentato suicidio). Forti anche dell'alto tasso evocativo della location, della portata scenografica, della moltitudine di legami intertestuali che implicitamente il tunnel metropolitano lancia verso una quantità di fotogrammi fotografie racconti romanzi clip musiche notizie..., delle condizioni luministiche che permettono di spaziare dall'iperrealismo più gelido alle edulcorazioni più sfumate, "soffici", oniriche (quasi clippate; si veda ad esempio Sax Cantor Riff)... forti, si diceva, delle possibilità offerte dalla location stessa, i segmenti si succedono veloci a staffetta, come le corse della metro appunto, e altrettanto velocemente riescono a costruire, a proporre, a suggerire, l'atmosfera e il tono in cui si collocano i fatti narrati; e la varietà delle "corse" copre un arco di trecentosessantagradi: dai depistanti sapori ed esalazioni B-movie-fumettistici del Subway Car From Hell di Jonathan Demme al duro e ambiguo taglio sociale di The Red Shoes di McKay, dal rebus in odore di leggenda metropolitana di The 5:24 di Babalon all'incubica parabola moraleggiante Fern's Heart of Darkness, dal delicato minimalismo dell'intenso The Listeners di Rosenfeld alle sussurrate tracce angelico-vampiresche di cui palpita Underground di Platt, dal graffiante micro-"plot of vengeance" Moneygetter della Maclean alla detta incursione musical in territori onirici e sofisticati di Sax Tenor Riff della Dash, dall'ineditamente sexy Abel Ferrara di Love On The A Train fino alla pillola di suspense magica del Manhattan Miracle che Ted Demme propone prima di ripassare il testimone allo zio (cioè il padrino dell'operazione, Jonathan) il quale chiude il cerchio riprendendo l'iniziale Subway Car From Hell ma grattandone via le incrostazioni horror e svelandone la ritmata, "tribale", carica positiva, vitalistica - il set si trasforma in spazio della performance musicale del protagonista, la troupe entra in campo, la finzione si svela, la location al contrario resta quella: una metropolitana vera con gente vera. Lo humor nero e il senso dell'assurdo accomunano tutti gli "episodi" e, sebbene l'espressione sia da noi stata richiamata una sola volta nel sintetico excursus appena accennato, spingerebbero nettamente in direzione "leggenda metropolitana" se non fosse per quella forte componente umana che si respira in ogni traccia della compilazione, quel "vissuto" che i registi e gli sceneggiatori-adattatori hanno avuto cura di conservare in vita nel trasporre in immagini i racconti d'ispirazione e che il cast d'eccezione ha reso più che credibile. La sospensione sembra essere la chiave di quest'ultima annotazione che abbiamo fatto e del film nel complesso: sospensione del tono, come detto; sospensione dei personaggi, che ondeggiano tra demoni e angeli; sospensione della narrazione, che spesso resta aperta; sospensione degli eventi, la cui interpretazione si offre a più punti prospettici... Il risultato: un'anima in movimento; meglio: le varie anime di New York, da quella più romantica a quella più acida e cruda, condensate e coesistenti nelle sue vene-tubes. Disponibile in Vhs.