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Den skaldede frisør – Love is All You Need
Anno: 2012
Regista: Susanne Bier;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: Danimarca; Svezia; Italia; Francia; Germania;
Data inserimento nel database: 20-09-2012


“È incredibile vederli lì, appesi ad un albero.” Dalla regista danese Susanne Bier arriva una divertente commedia Den skaldede frisør – Love is All You Need. Tutto è basato sulle coincidenze, sugli equivoci, sui doppi senso. La struttura è semplice e lineare. Si parte da due situazioni complicate, depresse, e senza speranza. Il tragitto è una crescita umana e sentimentale, con un finale chiaro e preciso. Tutti individuano e s’indirizzanoalla propria strada, pure i più confusi. Il racconto è spiritoso, piacevole perché gli attori sono bravi, conducendo la storia nella giusta dimensione. Pierce Brosnan è Philip, un ricco uomo d’affari danese. È vedovo, ha un figlio, ora la sua vita è arida, incapace di costruire un qualsiasi rapporto; troppa dolorosa la ferita provocata dalla morte dell’amata moglie. Trine Dyrholm è Ida, una parrucchiera. È malata di cancro, ha sopportato una dolorosa chemioterapia e ora sta aspettando l’esito della sua cura. È sposata e ha una figlia. Nel momento difficile della malattia, il marito – fesso e ingenuo – la abbandona per una svampita ragazza.Il dolore è ancora più forte. Il caso vuole che i rispettivi figlisi siano conosciuti e abbiano deciso di sposarsi nella stupenda villa di Philip vicino a Sorrento. Nel viaggio verso l’Italia il vedovo e la donna sola s’incontrano, in maniera abbastanza infelice. Troppo diversi. Lui precisino, esattino, superbo; lei imbranata e un po’ sfigata. Sono perfetti!!! Nella meravigliosa tenuta italiana si sta preparando la definizione dei vari caratteri dei protagonisti. Tutti finiranno a mostrare la loro facciata più debole, quella tenuta segreta fino allora. La verità sopraggiunge attraverso conflitti generazionali, gelosie e tanto amore. Nel film, il luogo magico della nascita dell’amore è la costa amalfitana. Un’Italia adorata dall’autrice, perché descritta in modo superbo; una fotografia decisa esalta i colori lucidi. Le sfumature, le tonalità del golfo, del mare, del sole risaltano perché catturati perfettamente. La sera prima del matrimonio tutti i personaggi troveranno la definizione esatta. La coppia e gli amici italiani e danesi sono scatenati in un ballo travolgente grazie alla musica dei Ricchi e Poveri, sparata a tutto volume. In cucina il figlio di Philip scoprirà il valoredella verità, affrontando la realtà anche se spietata. È succube del padre e del suo successo, deve liberarsi da questo vincolo e iniziare a correre da solo. La regista coniuga commedia, umorismo, con un sottofondo drammatico delle famiglie danesi. I loro difetti sono di fronte a tutti, e Susanne Bier, e nonostante il tono lieve, non vuole nasconderli, anzi cipresenta le ansie, le bugie, i tradimenti, le paure intrinseche nel loro interno. Ma fortunatamente nelle famiglie è possibile anche formare amore!