INTERVISTA A MINERBA

  • La Sede, Gli Inizi, Il Direttore
  • La Militanza, L´Alternativa, I Compagni
  • I Rapporti, La Qualità, Le Icone
  • Le Morti, Gli Stereotipi, L´Emancipazione
  • La Produzione, La Selezione, Le Scelte
  • La Critica, Il Pubblico, Il Gusto
  • I Festival, La Distribuzione, Le Istituzioni
  • Cecchi Gori e Fassbinder
  • Per Minerba è probabilmente doloroso affrontare l´argomento tragico delle morti per AIDS: aveva accennato un tenero omaggio a Mai nella presentazione della 8° edizione, rivendicando il gesto del compagno con la dignitosa sensibilità che lo contraddistingue: ¨Il Festival non si è arreso. Come Ottavio, che con un gesto di grande coraggio e dignità si è sottratto all´inesorabile evolversi di una patologia devastante¨. Allo stesso modo in piena coerenza condanna ¨lo stereotipo dell´omosessuale incasinato che alla fine si ammazza¨; lo fa difendendo In&Out;, perché ritiene che l´immedesimazione del pubblico sia facilitata dalla commedia, mentre di fronte al suicidio da emarginazione la reazione non vada al di là della commiserazione, ed è disposto anche ad accettare gli stereotipi volti a normalizzare la figura del gay, purché se ne parli: ¨Piuttosto che sapere di un amico insegnante, atterrito dall´eventualità che traspaia la propria omosessualità, preferisco una banalizzazione come In&Out;. E poi la sequenza dove tutti dicono di essere gay, pur non essendolo, rivela la consapevolezza che la conquista della libertà di espressione di un diverso può incidere domani su una loro diversità¨.