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Iene - Hyenes
Anno: 1992
Regista: Djibril Diop Mambéty;
Autore Recensione: Sonia Del Secco
Provenienza: Senegal;
Data inserimento nel database: 09-04-1998


Nell'ambito della rassegna sul cinema africano che ha attualmente luogo a Torino presso il cinema Massimo, abbiamo avuto modo di vedere un film di Djibril Diop Mambety, Hyenes (Iene), Senegal, 1992. Racconta la storia di una comunita', che in un momento di crisi finanziaria decide di chiedere soccorso ad una ex cittadina assai ricca scappata dal paese da diversi anni e tuttavia originaria del posto, che in nome dell'amore che avrebbe certamente dovuto avere per la sua terra natia non avrebbe potuto non accettare di contribuire a rimettere in piedi l'economia del paese. I grandi si uniscono in consiglio e organizzano una politica di convincimento niente male, facendo riferimento alla sua proverbiale generosita' e indagando su come andasse a scuola (il vecchio maestro ricorda gli zero di matematica che colleziono' da bambina e l'arte della recitazione la memoria...), ma soprattutto inviano ad aspettarla alla stazione un suo vecchio fidanzato. E cosi' incomincia l'avventura: la donna si presenta subito in modo anomalo, scende dal treno facendo tirare il freno di emergenza da uno dei suoi servi in un luogo privo di stazione... ha una gamba e una mano di metallo (alla Robocop) e' straricca e lo da' a vedere, ha tre ancelle nere e una asiatica con se', dona denaro a destra e a manca. Si scoprira' ben presto che la sua fortuna deriva da una violenza passata, la sua condizione di prostituta le fu imposta in qualche modo e cosi' il suo esilio, ed ella di questo vuole vendicarsi ora che e' ricca cosi' compra tutto, mare compreso, legge compresa e fa uccidere il suo violentatore. "Ramatu" cosi' si chiama la donna "La signora", con il suo carisma, portera' nel paese un'altra giustizia, diversa e incompatibile con la giustizia che gli abitanti conoscevano prima del suo arrivo. Ma alla fine scegliera' un nuovo paese, dove potra' far suo anche quell'uomo, quello solo che non e' mai riuscita a comperare.

E' uno dei film migliori che io abbia visto nel corso della rassegna, molto poco occidentale a partire dalla lingua, che potrebbe essre un dialetto e che prevede termini francesi solo per certi modi di dire o per parlare con lo stato, cosi' che il francese sembra essere usato come per noi il latino, eppure e' un film a noi cosi' vicino: per i temi della giustizia e della ricchezza e della vita e della morte e della violenza e del progresso e del debito pubblico e del denaro in generale...