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Il demone sotto la pelle - The parasite murders - Shivers, they came from whitin, frissons
Anno: 1975
Regista: David Cronenberg;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: Canada;
Data inserimento nel database: 02-12-2003


La grande guerra

Il demone sotto la pelle. David Cronenberg. 1975. CANADA.

Attori: Paul Hampton, Joe Silver, Lynn Lowry, Allan Magicovsky, Susan Petri, Barbara Steele

Durata: 87’

Titolo originale: The parasite murders o distribuito anche come Shivers, they came from whitin, frissons.

 

 

Toronto. Canada. Uno spot pubblicitario introduce il complesso residenziale L’arca di Noè, sull’isola Starliner. Caratterizzato da tutti i conforts, lontano dalla città, il complesso è una struttura completamente autonoma, dotata anche di un ambulatorio medico. Una coppia di giovani svedesi vi arriva per affittarne un appartamento. Nello steso momento, in un altro appartamento, un uomo anziano uccide la giovane Annabella Brown e dopo averle aperto lo stomaco con un bisturi, si taglia la gola anch’egli. Nicholas Tudor, un inquilino del complesso, che di lavoro fa l’assicuratore, quella stessa mattina passa nell’appartamento della ragazza e, visto il massacro, si rifugia nel suo studio. A denunciare il ritrovamento dei cadaveri è invece il dottore della clinica privata de L’arca di Noè, Roger St. Luc, contattato dall’anziano uomo proprio quella mattina. L’uomo, il professor Emil Hobbes, era una sua vecchia conoscenza universitaria. Mettendosi in contatto con il dipartimento del professore, Roger conosce Rollo Linsky, l’assistente di quello, che lo informa degli esperimenti che il professore stava conducendo su dei nuovi parassiti in grado di sostituire gli organi umani malati. Nicholas Tudor nel frattempo, è colpito da strane convulsioni e giunto a casa espelle dalla sua bocca un verme che si rifugia nei condotti dell’aria condizionata. Nella clinica privata del complesso residenziale, il dottor St. Luc riscontra in un paziente che aveva avuto rapporti sessuali con Anabella Brown, un’anomalia nello stomaco, la stessa che preoccupa la moglie di Nicholas Tudor che si rivolge al medico per far visitare il marito. Il professore accetta ma poco dopo è ancora una volta contattato da Linsky che lo mette al corrente del fatto che la ragazza uccisa era stata usata da Hobbes come cavia dei suoi esperimenti su particolari parassiti in grado di reagire solo all’istinto della violenza e dell’attrazione sessuale. Nel frattempo il verme incomincia a riprodursi ed a contaminare altri inquilini del complesso. Anche un’amica della signora Tudor è contagiata mentre fa il bagno. L’infermiera della clinica, che ha una relazione con St. Luc, è aggredita nella propria casa dallo svedese ma riesce a colpirlo ed a fuggire, rifugiandosi nella clinica privata, dove si trova ancora Roger. I due incontrano una coppia di anziani appena aggrediti dal verme e mentre lei rimane a prendersi cura di loro, il medico va in cerca del parassita per constatare quanto sta accadendo. Sceso nei sottoscala, il dottore è aggredito da un inserviente ma riesce a liberarsi e lo uccide. Nell’appartamento dei coniugi Tudor intanto, Nichols prova a violentare la moglie che si sottrae e si rifugia nell’appartamento dell’amica. Nel frattempo la diffusione dei parassiti si diffonde fino alla portineria del complesso. Roger riesce ad avvertire il direttore della necessità dell’intervento della polizia, ma in realtà anche il direttore è stato già contagiato dal parassita. Aggredita nel garage, l’infermiera è messa in salvo dall’intervento del medico ma la coppia, mentre cerca di darsi alla fuga con l’automobile, è bloccata dall’intervento di un altro contagiato che provoca un incidente. A casa della sua amica, la signora Tudor cede ad un rapporto saffico e rimane anch’ella infettata. Rollo Linsky decide di raggiungere l’isola dove si trova il complesso ed entrando nell’appartamento dei Tudor è aggredito dai parasiti di questo. Al riparo dagli aggressori, Roger scopre che anche la sua donna è stata contagiata e rimane subito dopo vittima di un’aggressione collettiva alla quale sfugge solo il medico. Tornato nell’appartamento dei Tudor, Roger trova il cadavere di Linky ed uccide Nicholas Tudor prima di tentare l’ennesima fuga. Fuori dal complesso però è accerchiato da tutti gli inquilini e spinto nella piscina rimane anch’egli sopraffatto. All’alba, tutti i residenti escono per dirigersi in città mentre il telegiornale rassicura i cittadini circa l’omicidio di Annabella Brown.

Prima pellicola distribuita regolarmente per il regista canadese, all’età di trentadue anni, dopo altri due lungometraggi che non ebbero la stessa sorte. La traccia della sua carriera è comunque ben definita: contaminazione sembra la parola d’ordine, mutazione del corpo l’effetto che egli prende in considerazione. La pellicola si apre con una voce fuori campo che, sullo scorrere di lussuose diapositive, invita all’utopia di un luogo incontaminato, ideato per difendervi dalle contaminazioni delle città… ed è questo il luogo nel quale Cronenberg inserisce il contagio. La struttura sociale è il corpo nel quale il parassita si annida, pronto al contagio, pronto a far mutare il corpo. La prima scena di violenza del suo cinema, è un’aggressione che si consuma su una scenografia spoglia e sulla quale troneggia un quadro che rappresenta un occhio, lo sguardo del regista sul pubblico. L’esperimento del professor Hobbes rimanda ad un demone sotto la pelle che, letto in un sottotesto psicanalitico, è soprattutto istinto dell’uomo, nella ricerca del cibo, della morte e dell’amore (dice Linsky leggendo gli appunti del professore “L’uomo è un animale che pensa troppo ed ha così preso distanza dal suo corpo indebolendolo…. Un parassita dalla forza afrodisiaca avrebbe permesso all’uomo di vivere in un’assoluta ebbrezza senza senso”. Che il demone sotto la pelle sia un istinto soggettivo, è espresso anche nel dialogo tra Nicholas Tudor ed il suo parassita, nella sequenza, forse, più dura dell’intera pellicola, quando nell’ombra della camera da letto lo stomaco di lui reagisce alle domande mostrando la mutazione della carne, il demone sotto la pelle, appunto. La contaminazione per Cronenberg non si limita solo alla messa in scena d’immagini truculente, è più sottile, è oltre la m.d.p., è nel montaggio anche, sulle spiegazioni di Linsky al telefono ed il meraviglioso corpo di Lynn Lowry, nei frammenti di pellicola che durante quanto accade sull’isola Starliner, raccontano istanti di quotidianità della metropoli. La contaminazione non lascia scampo a nessuno, e raggiunge anche i piani più alti, fino all’orgia nell’ufficio del direttore del complesso residenziale. Il sangue, sebbene usato in abbondanza, in questa pellicola è confinato al ruolo di traccia, d’elemento che contraddistingue, che non è per forza rappresentazione dell’orrore, o comunque non è più malsano della bellezza mortale dell’infermiera Forsythe in piscina. È il corpo, quello che Enrico Ghezzi definisce come l’effetto speciale grado zero (Enrico Ghezzi – Paura e desiderio), lo spazio attraverso il quale l’orrore si riproduce (il covo dei parassiti nello stomaco di Nicholas Tudor) ed il sangue ne diventa solo una traccia. Raffinato, sebbene legato al filone horror di serie B, il film mostra una teoria superlativa e dissacrante, provocatoria, mettendo in scena il sesso rappresentato con l’ottica della perversione, mostrando così incesti, rapporti lesbo, pedofilie, sconsacrando la purezza del bacio in profondi rallenty di un contagio. L’immagine del finale, con tutti i residenti che escono allo scoperto per invadere la metropoli, è sintesi del radicale pessimismo apocalittico del regista. Uso delle musiche ridotto al minimo, fotografia scura, è un lavoro chiaramente lowbudget, ma che non risente della precarietà dei mezzi. Nella rappresentazione dei contagiati, innegabili i rimandi all’immaginario di Gorge A. Romero e del suo La notte dei morti viventi (1968), nel primo piano sul cameriere che aggredisce madre e figlia nell’ascensore, nelle diverse aggressioni di gruppo, e soprattutto nella sequenza finale dove gli zombie mutanti compaiono dal buio, dietro la collina, per non lasciar scampo ad una possibile salvezza. Per pochi secondi appaiono dal sottoscala due bambini a quattro zampe tirati per un collare, frammento di pellicola che ricorda ad un altro sconvolgente lavoro dello stesso anno, che metteva sulla stessa scena i corpi e la morte, il destino ed il sesso: Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini. La chiave di lettura della pellicola, si trova comunque nel sogno che Lynn Lowry (Forsythe) racconta a Paul Hampton (Roger) “Perfino la morte è un atto d’erotismo…”.

 

 

Bucci Mario

videodrome76@hotmail.com