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La virgen de la lujura - La vergine della lussuria
Anno: 2001
Regista: Arturo Ripstein;
Autore Recensione: Andrea Caramanna-
Provenienza: Messico; Spagna; Portogallo;
Data inserimento nel database: 01-09-2002


La virgen de la lujura

Visto a Venezia 2002

La virgen de la lujura La vergine della lussuria
Regia: Arturo Ripstein
Sceneggiatura: Paz Alicia Garciadiego
Fotografia: Estéban De Llaca
Montaggio: Fernando Pardo
Interpreti: Ariadna Gil (Lola), Luis Felipe Tovar (Ignacio Jurado), Patricia Reyes Spindola (Raquel), Juan Diego (Mikado), Julian Pastor (D. Lazaro), Alberto Estrella (Gardenia Wilson)
Produzione: Mate Cantero, Stephane Sorlat - Mate Production, Tusitala, Iberautor, Amarante, Fado Films
Origine: Spagna, Messico, Portogallo, 2001, 140 min., 35 mm
Sezione: Controcorrente

Lo scenario delle ossessioni sessuali, ha bisogno, secondo Ripstein di passioni estreme, corrispondenti a caratteristiche del carattere individuale. Sono appunto i tipi psicologici che mostrano differenti modi di essere, stati d'animo sempre insanabili. Così Ignacio, che fa il cameriere, e che concretamente ha l'animo sottomesso della vittima che si offre al carnefice. La sua unica attività è collezionare foto pornografiche con le quali adempie il rito di una masturbazione intensa e naturalmente solitaria. Il suo incontro col mondo esterno è uno scontro lacerante, poiché destinato al dolore. Lola, la prostituta imprevedibile, impetuosa e irrazionale, agirà profondamente con Ignacio. I due sono i poli perfetti della relazione sadomasochistica. Lui le lecca i piedi, non si sottrae a nessuna umiliazione di lei. Il film procede su questa via, tuttavia tale coppia di estremi a poco a poco coincide con la storica opposizione tra movimenti politici di sinistra o rivoluzionari e regimi di destra autoritari. Insomma la figura del caudillo Franco campeggia nella ricostruzione della Storia universale autarchica di Mikado, amico di Ignacio. Con le foto e i filmati, Mikado ricostruisce come in un puzzle alcuni pezzi di immaginario di tutti i secoli. L'atmosfera prevalente che accompagna le varie vignette è quella della Rivoluzione d'Ottobre del 1917. Lenin e naturalmente Eisenstein il cui mirabile montaggio è citato non solo a parole. Ripstein tenta chiaramente di estendere i caratteri di Ignacio e Lola a quelli del popolo, qualunque popolo. Ignacio non sa neanche chi sia Franco e neanche il volto di qualsiasi padrone. Lola invece si schiera ed avvicina con calore i rivoluzionari che hanno invaso il bar dalla mattina alla sera per preparare la rivoluzione. Anche il titolo, la vergine della lussuria, è una sorta di ossimoro, o meglio la contraddizione insita nel cuore di tutti i popoli, laddove i ricorsi storici sembrano definitivamente alternarsi senza soluzione di continuità come le didascalie vivaci e folcloristiche di Mikado, in cui tutti i personaggi si mescolano, tutti possono esser tutti, basta indossare una maschera e Ignacio, solo per amore, diventa l'assassino ottuso di Franco.