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Ray
Anno: 2004
Regista: Taylor Hackford;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: USA;
Data inserimento nel database: 20-04-2005


Ray

Ray. Taylor Hackford. 2004. USA.

Attori: Jamie Foxx, Kerry Washington, Regina King, Clifton Powell, Harry J. Lennix, Bokeem Woodbine, Curtis Armstrong

Durata: 152’

 

 

Stato della Georgia. Ray Charles è un musicista che ha perso la vista all’età di sette anni, dopo aver perso anche il fratello minore in un incidente domestico. Cresciuto con il senso di colpa per non aver fatto nulla per salvarlo, Ray Charles diventa presto un genio della musica leggera, stravolgendone i canoni. Raggirato spesso dai suoi produttori e dalle sue amanti, invischiatosi con l’eroina, osteggiato dai sostenitori più ortodossi del gospel religioso (che lui aveva sdoganato nella musica leggera), Ray riuscirà a scalare la cima del successo solo liberandosi della sua dipendenza dall’eroina.

Moralista incursione del regista Taylor Hackford nel panorama cinematografico dedicato alle biopicRay, infatti, è una pellicola che, pur avvalendosi di alcuni flashbacks per ampliarne il raggio biografico, si concentra solo negli anni in cui il musicista e cantante cieco scala la cima del successo, fino alla sua decisione di chiudere con le droghe, punto dove il film si esaurisce ed il mito inizia. Costruito con un forte senso religioso, didascalico e privo di vere intuizioni narrative, il film scivola su una biografia conosciuta ed alla quale non apporta nulla di nuovo e che invece viene trainata dall’interpretazione sublime di Jamie Foxx, quasi una reincarnazione del defunto genio della musica black. È infatti grazie alla sua strepitosa somiglianza, alla quale va aggiunta un’interpretazione mai sopra le righe, che la pellicola deve il suo successo, nonché ovviamente ad una colonna sonora che può permettersi di pescare tra centinaia di composizioni che hanno reso celebre l’artista cieco. Tra brani storici estratti dalla lunga discografia e qualche inquadratura che cita momenti di vita veri vissuti dal protagonista di questa storia, il film scorre sul grande schermo sospinto anche da un’ottima fotografia (di Pawel Edelman) e qualche momento veramente forte (la morte del fratello minore). Rimane in ogni modo una mezza delusione, o se si vuole, un buon film ben impacchettato e di facile consumo, nonostante le oltre due ore di filmato. Eccessivo nella sua pratica moralista, il film ha il grosso difetto di non riuscire a scaldare gli animi come era in grado di fare la voce e la musica del vero Ray Charles. Un documentario avrebbe ottenuto di più… Jamie Foxx ha ottenuto un Golden Globe per questa interpretazione, mentre il film si è guadagnato ben sei nomination agli Oscar: miglior film, attore, regia, montaggio, costumi e suono.

 

 

Bucci Mario

        videodrome76@hotmail.com