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Giorni contati - End of days
Anno: 1999
Regista: Peter Hyams;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: USA;
Data inserimento nel database: 30-11-2004


La grande guerra

Giorni contati. Peter Hyams. 1999. USA.

Attori: Arnold Scwarzenegger, Gabriel Byrne, Kevin Pollack, Robin Tunney, Rod Steiger, Udo Kier

Durata: 120’

Titolo originale: End of days

 

1979. Città del Vaticano. Secondo una particolare congiunzione astrale (che vuole la luna simile ad un occhio) è individuato l’esatto giorno della nascita di una bambina che darà luce al figlio del male. Sei ore dopo a N.Y. un’infante di nome Christine, appena partorita, è controllata da una particolare setta d’infermieri che ne individua la sua peculiarità. 1999, pochi giorni prima del capodanno, un banchiere di Wall Street è posseduto dal Male e si trasforma nell’Angelo Nero. Tocca a Jericho Cane, un ex poliziotto, ed al suo compagno Bobby, proteggere a loro insaputa proprio questo banchiere. Durante il trasporto dell’uomo, un prete, di nome Tommaso D’Aquino e veggente affetto da crisi spirituale, prova ad ucciderlo senza successo. Bobby e Cane decidono d’investigare sul prete e così giungono alle radici di una storia che vorrebbe i Cavalieri del sacro vedere da una parte (i cosiddetti buoni) ed i seguaci del male dall’altra (i cosiddetti cattivi), entrambi interessati alla ragazza. La Chiesa è a conoscenza del fatto che il demonio, nel 1999, il 31 dicembre, alle 23:30 cercherà di accoppiarsi con questa donna per dare inizio all’inferno sulla terra. Per riuscire a vincere contro il male, un’anima persa come quella di Jericho non è sufficiente, ma alla fine, dopo mille pallottole ed altrettante esplosioni, la redenzione di Schwarzenegger riuscirà a salvare il destino del mondo.

Riassumere interamente la versione action de L’esorcista (1973) di Friedkin, mi sembrava esagerato, quindi ho tralasciato tutta quella parte di film così tipica del genere che vuole l’eroe con le mani tagliate dai vetri impugnare pistole e pistoloni e sferrare cazzotti, una sceneggiatura che non tenga conto della storia e della consequenzialità delle battute (il prete che sa che Tommaso ha la lingua tagliata domanda a Jericho “Tommaso ti ha parlato della donna?”) ed un finale oltre ogni ragione biologica, che vuole il suicidio di Schwarzy quando mancano solo 30 secondi alla mezzanotte, e quindi ormai impossibilitato ad accoppiarsi con Christine. Un paio di domande sorgono però spontanee: una contadina polacca alle prese con le stimmate perché dovrebbe essere inviata in una chiesa di N.Y. anziché a Roma? E soprattutto, se lo Spirito Santo è stato in grado di concepire Gesù senza intercessioni fisiche, perché il male è così sfortunato da non riuscire ad avere rapporti sessuali senza la necessità di entrare nel corpo di Gabriel Byrne? Ma ancora di più, è emblematico che mentre una chiesa in pieno centro è quasi crollata del tutto, l’intera città di N.Y. continua i suoi festeggiamenti di capodanno. Dice ad un certo punto il Papa “E’ proprio quando siamo nel momento più buio che dobbiamo fare ricorso alla nostra fede” (si riferiva agli sceneggiatori o agli spettatori del film?) e Schwarzy, mentre si carica di armi come un asino sembra rispondere direttamente a lui quando dice “Vado a fare il mio lavoro!”. In realtà, bisogna avere un altro tipo di fede per portare a termine questo campione di film mentre appare chiaro che è proprio quella di Hyams la vera anima persa di tutto questo lavoro. Unica chicca del film, Schwarzenegger crocifisso, ma dura troppo poco.

 

 

Bucci Mario

        videodrome76@hotmail.com