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Inseparabili - Dead ringers
Anno: 1988
Regista: David Cronenberg;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: CANADA;
Data inserimento nel database: 01-04-2004


La grande guerra

Inseparabili. David Cronenberg. 1988. CANADA.

Attori: Jeremy Irons, Geneviève Bujold, Heidi von Palleske, Barbara Gordon, Shirley Douglas

Durata: 115’

Titolo originale: Dead ringers.

 

 

Toronto. Canada. 1954. I piccoli gemelli Mantle, Beverly ed Elliot, scoprendo che cos’è il sesso, chiedono alla piccola Luciana di farlo, per un esperimento. La bambina si rifiuta. Entrambi hanno una passione per il corpo umano ed in particolare per la chirurgia micro ovulare. Cambridge. Massachussets. 1967. All’università di medicina ginecologica festeggiano il divaricatore chirurgico Mantle, inventato dai celebri fratelli gemelli, non ancora laureati. Toronto. 1988. Claire Niveau, diva del cinema, è in visita presso l’ospedale dove lavorano entrambi i gemelli. È sterile, ed i medici stanno cercando di capire come risolvere il problema. Elliot, il dongiovanni dei due, convince Beverly ad andare a letto con la star, dopo che anche lui c’è già stato. Bev, suo malgrado, accetta. I due fratelli hanno sempre condiviso tutte le esperienze sessuali. A colazione con quella, Beverly scopre l’uso d’anfetamine da parte dell’attrice. Stanco fisicamente, Beverly si lascia consigliare dal fratello che gli prescrive della Butazamina, una droga che potrebbe sollevarlo e far piacere alla donna, anche se gli consiglia di mollarla. Soli sul divano, Beverly confessa a Claire di avere un fratello e quella, sconvolta, incomincia ad offenderlo circa il suo nome femminile, alludendo ad una latente omosessualità. L’uso della Butazamina riappacifica la coppia. A colazione con un’amica, Claire scopre anche che i fratelli sono perfetti gemelli e contro la volontà di Bev, riesce ad ottenere di incontrarli entrambi. A cena a ristorante, Claire constata che non c’è possibilità di distinguerli, ma è sicura che Elliot è quello cattivo e Beverly quello tenero. Elliot le confessa di essere stato il primo a portarla a letto e quella lascia il tavolo offesa. Beverly ne soffre. Ad un gala dove Elliot riceve un prestigioso riconoscimento, interviene Beverly ubriaco con discorsi che diffamano il comportamento di entrambi con le clienti. La mattina dopo Elliot riceve un’offerta per una cattedra all’università mentre Beverly, risentito per quanto accaduto, stanco, continua ad assumere altri medicinali. Elliot intanto, ha una storia con Cary e dopo qualche giorno parte per un viaggio. Beverly vede Claire in un appartamento che voleva acquistare e si ritrovano ancora a discutere dell’ambiguo rapporto tra lui e suo fratello. Tornano insieme. La notte a casa di lei, Beverly fa un incubo: sogna di essere a letto con Claire, legato da una fascia di carne ombelicale al fratello Elliott e per non fare sesso con Claire davanti a lui, la donna li divide mordendo la fascia di carne. Quella stessa sera, in un albergo, Elliot va a letto con due gemelle, facendosi chiamare con entrambi i nomi dei fratelli Mantle. Beverly è distrutto dalle pillole che assume con Claire. Al ritorno dal viaggio Elliot va a trovare Claire sul set e quella gli confessa di essere innamorata di suo fratello Beverly e rifiuta un suo tentativo di sedurla. Pochi giorni dopo Claire parte da Toronto per girare un’altra pellicola. Beverly sente la sua mancanza e la chiama nella sua stanza d’albergo ma risponde il segretario e Bev immagina che lei abbia un altro uomo. A sera, nell’appartamento dove entrambi i gemelli vivono, per tirare su il morale a Beverly, Elliot fa ballare Cary stretta da entrambi gli uomini. Beverly sviene: ha bisogno di essere disintossicato ed Elliot decide di prendersi cura di lui. Durante una normale visita, Beverly usa il divaricatore chirurgico con una paziente, convinto che abbia una mutazione della vagina. In strada, Bev vede in vetrina le opere dell’artista Anders Wolleck e gli domanda di forgiare in metallo chirurgico alcuni strumenti ginecologici per donne mutanti da lui disegnati. La clinica intanto perde clienti e, durante un’operazione, Beverly, scosso dalle medicine, tenta di utilizzare i nuovi strumenti appena forgiati. L’indomani Elliot chiede scusa ai dirigenti al posto del fratello ma quelli se ne accorgono e allontanano entrambi dalle operazioni più importanti. Elliot prova ancora a disintossicare il fratello. Tornata dalle riprese, Claire contatta di nuovo Beverly. Rimasto chiuso all’interno del suo studio nella clinica, il dottor Mantle si fa aprire da un custode. In strada trova gli strumenti ginecologici Mantle esposti alla mostra dell’artista Wolleck e se ne riappropria. Arriva sconvolto da Claire che gli dà del Seconal. La mattina dopo, Beverly le dice che quegli attrezzi servono a separare i siamesi. Torna nello studio, a soqquadro come se fosse un appartamento, e nella doccia trova Elliot. Vestiti entrambi uguali, festeggiano il giorno del loro compleanno. Beverly droga Elliot e decide con il suo consenso di dare via all’operazione. Al mattino Bev chiama il fratello, che non vede morto sul lettino. Scende in strada, chiama una donna dalla cabina telefonica, riattacca senza parlare. Torna nello studio. È abbracciato alle gambe del deceduto fratello.

Dopo la fruttuosa esperienza americana de La mosca (1986), che gli permette di tornare ad essere finalmente anche produttore, abbandonando genere e paese, il regista torna a girare nel suo Canada una pellicola che si costruisce su diversi livelli, confusi almeno quanto quelli di Videodrome (1983). Il tema del doppio, naturalmente, è la base strutturale e narrativa di tutta la pellicola (che si apre proprio sui due fratelli ancora fanciulli e si chiude nell’abbraccio mortale di entrambi): il rapporto tra i due gemelli, Jeckyll ed Hyde Mantle (“Andrà tutto bene, basta che fai me” dice Elliot a Beverly; “Sono davvero tanto diverso da Bev?” Elliot guardandosi allo specchio nel camerino di Claire, ma rivolto a se stesso); il collegamento tra l’interno e l’esterno del corpo umano (vorrebbero fare un concorso di bellezza per l’interno del corpo); l’incubo di Beverly, prima di assoluta unione e poi della dolorosa separazione per mano (bocca, morso) di Claire, l’elemento di confusione, distruttivo, nella saga dei fratelli Mantle. Fin dai titoli di testa, su sfondo rosso mestruale, dove antichi disegni riproducono feti, corpi sezionati, coppie siamesi e strumenti chirurgici senza tempo, è chiaro che questa volta l’ossessione di Cronenberg per la medicina ed il rapporto tra paziente e medico finalmente diventa punto centrale del suo percorso (“Oggigiorno è difficile trovare dei medici di cui potersi fidare”) questa volta affrontato con sottili innesti che fanno riferimento anche al rapporto tra cinema e medicina: la dipendenza dell’attrice Claire Niveau dalle droghe mediche è nello stesso medico che gliele prescrive e che le assume senza controllo (o meglio sarebbe dire con l’eccessiva sicurezza di poterle controllare). Più che nelle precedenti pellicole, infatti, Cronenberg utilizza largo uso di sostanze che alterano chimicamente il corpo: fiumi di alcool, medicinali e droghe sono un reticolato di assunzioni che s’introducono, s’iniettano nel corpo dei protagonisti alterandone umori, rapporti, dipendenze affettive. Mutazioni invisibili (inseparabili) all’interno del corpo femminile (prima ancora della procreazione quindi): la vagina mutante di Claire, un elemento di confusione, distruttivo, che porterà il gemello Beverly a distruggere entrambi i Mantle. È, in fondo, una sconvolgente storia d’amore e il film più perverso degli anni ottanta (il Morandini – Dizionario dei film 2004). Mutazioni invisibili anche quelle dell’uno e del doppio, la mutazione in se stessi, la più contaminante (E.Ghezzi – Paura e desiderio – Bompiani). Le coordinate psicologiche dei due fratelli gemelli (la cui psiche siamese è l’insieme di tutte le interpretazioni possibili di quanto accade ad entrambi) sono legate fra loro in un complicato gioco ad incastri tanto profondo da confondere lo spettatore sulla vera natura del professor Mantle. Ciò che Cronenberg, infatti, riesce ad ottenere con superlativa maestria, è soprattutto il dubbio che l’alter ego possa non esistere veramente, e che si tratta invece sempre della stessa persona: “Non sapevo che avei un fratello” chiede Claire alla quale Beverly risponde “Sì, ma non siamo molto uniti”; la telefonata finale del dottor Mantle, la voce femminile dall’altro capo del telefono (Cary o Claire?) pone (forse) il dubbio finale su chi abbia ucciso l’altro. Il rapporto conflittuale dei due gemelli (entrambi accusano l’altro di una latente, costante minaccia di pericolosità) rimane saldato dalla forte dipendenza che uno mostra dell’altro, in un rapporto quasi omosessuale e incestuoso (“Siamo inseparabili, quando saremo sincronizzati sarà più facile per tutti e due”). Tra identico ed identità, la mostruosità si nasconde (dentro, dietro) la seconda. Inseparabili comunque: Elliot il più grande (chiama Beverly fratellino) ma dipendente dalla genialità di quello (è lui più bravo nella ricerca). Tra scienza e genio, la follia dell’uomo, del professore e del medico, gli inseparabili Mantle: “Questa clinica è la migliore perché noi abbiamo la tecnologia”. L’orrore cronenberghiano, latente, sinuoso, fastidiosamente in attesa, in realtà è la scoperta che non c’è peggiore mostruosità di quel che lampantemente e tranquillamente appare, non c’è devianza più orribile dell’identità stessa (E.Ghezzi – Paura e desiderio – Bompiani). Ancora più penetrante infine, l’uso del video (visibile): le grosse labbra di Videodrome (1983) questa volta sono l’interno della vagina che è trasmesso in una stanza mentre un’equipe di medici è a lavoro nella sala operatoria. Accuratissimi tutti gli abiti di scena: i camici sabbatici dei medici e la circolarità narrativa dei vestiti dei gemelli, uguali solo all’inizio (nascita) ed alla fine (morte). Meraviglioso l’uso dello tecnica dello split-screen, superlativo ed impagabile Jeremy Irons (il corpo disteso con le luci della città sullo sfondo, fotografia di Peter Suschitzky). Ancora una volta Cronenberg dimostra un’avversione per i girati in esterno, utilizzati come al solito anche in questa pellicola per brevi passaggi o per contestualizzare gli interni: particolare è la coincidenza che le uniche azioni esterne sono entrambe collegate a quelle di Scanners (1988), la cabina telefonica e l’incontro con l’artista Anders Wolleck, interpretato proprio da Stephen Lack che in quella pellicola era il protagonista Darryl Revok. Auto citazione del regista con il morso materno di Claire al cordone ombelicale che lega i due fratelli: Nola Carveth che partorisce i suoi figli dell’odio in Brood (1979). Estremamente liquidatoria a questo proposito l’analisi di Irene Bignardi: Brood e Inseparabili esprimono un tale profondo disagio nei confronti dell’anatomia femminile che sfiorano il sadismo (I.Bignardi – Il declino dell’impero americano – Feltrinelli). Sia Inseparabili che Brood, sono molto di più infatti. La sceneggiatura del film, tratta dal soggetto originale Twins di Bari Wood e Jack Geasland, è scritta da Cronenberg e Norman Snider, e s’ispira al caso di cronaca dei gemelli Markus (il Mereghetti – Dizionario dei film 2000). In molte scene la controfigura di Irons è interpretata da John Bayliss (il Mereghetti – Dizionario dei film 2000). “La separazione può essere una cosa spaventosa” e così come era già accaduto in Scanners (1998), è impossibile che avvenga senza la morte di uno dei due (lo sguardo di Revok che entra nel corpo di Cameron). 

 

 

Bucci Mario

videodrome76@hotmail.com