TODO SOBRE MI MADRE








Agrado (Antonia san Juan) rappresenta il lato "giocoso" dell'esistenza: è su di lei che Almodovar concentra le sue battute più fulminanti, è lei che dice di sé stessa di chiamarsi Agrado "perché per tutta la vita ha sempre cercato di rendere l'esistenza degli altri più gradevole". Legata al passato di Manuela, conosce ovviamente Lola e si rivela da subito un'amica preziosa. Vive la sua sessualità decisamente meglio di Lola, visto che non sente il bisogno, di quando in quando, di andare con le donne.

Legame con lo stile della movida

Agrado è una bella metafora della vita, con le sue finzioni ed imperfezioni (anche se lei non nasconde assolutamente quello che è: quando le viene chiesto perché non si fa operare definitivamente, risponde "E perché? E' proprio questa doppiezza che piace di me, il fatto che abbia allo stesso tempo le tette e la mazza"), con la sua generosità ed ambiguità anche solo apparente, col suo essere allegra e spigliata ma capace di commuoversi (splendida la scena in cui lei è nel camerino delle due attrici, viene raggiunta dal primo attore della compagnia che le chiede una prestazione sessuale, ci scherzano sopra, poi arriva la comunicazione che Huma e Nina hanno tentato di uccidersi: la vita è così, un momento si ride, quello dopo si piange). Agrado è protagonista di una delle scene più belle del film, quando fa un monologo in teatro parlando di quanto le è costato ogni singolo pezzo del suo corpo per concludere affermando che "Una donna è tanto più autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di sé stessa".


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