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Gli ultimi tre giorni di Alberto Sordi
2. Nando Mericoni
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liberamente tratto da
Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa
di Antonio Tabucchi

                                                                                              23 febbraio 2003

 

2.. - Nando Mericoni fu il primo a presentarsi al capezzale del delirio di Sordi.
Che ore sono?, chiese Sordi.
È quasi mezzanotte, rispose Nando Mericoni, l'ora migliore pe' farse i maccaroni ajo ojo e peperoncino.
Perché sei venuto?, chiese Sordi.
"Ahò, Albè. Ecche', ce si comporta così co' 'sti arrabi. E tu che mi hai fatto fa' la figura de gettarme dar Colosseo pe' loro..., 'sti americani".
Sordi si alzò sui cuscini, bevve una sorsata d'acqua e chiese: cos'hai combinato?
Stavo a cercà de mette su er musical "Chicago a Trastevere", quanno hanno proiettato ŇPaying the Price: Killing the Children of IrakÓ. Ahò, ma stava mejo quanno i nazi me ci hanno messo a me, dentro ar lager. Eppoi coj rigazzini se la pijano, st'impuniti.
Sordi alzò la mano e fece un gesto esoterico. Disse: ti assolvo, Nando, vai con gli dèi sempiterni...
Ma che te sta' a dì: sei tu che c'hai la coscienza sporca de essere sempre stato fanatico de 'sti americani, io, se nun me ce facevi fa' tu 'sto ruolo, mica stavo così invasato de 'sti burini. Eppoi già 'na vorta er giudice me ha giudicato per oltraggio al pudore... nun sei tu o lui che potete assolverme o condannarme.
E poi?, chiese Sordi.
E poi gli ammericani magnano il toast, la mostarda, lo yogurt... ammazza che schifo... arabo, mi guardi? Con quella faccia intrepida... arabo, m'hai provocato e io ti distruggo.