INTERVISTA A GIOANOLA


L'intervista nasce da una rassegna svoltasi presso il cineclub di Collegno nel 1998 e che per il prossimo anno ("Suburbana 2000-2001") ha in cantiere una sorpresa entusiasmante, di cui ancora preferiamo non fare cenno.

Mondi Animati non solo di Cartone si muove all´ombra della Mole fin dagli esordi cinematografici torinesi: si pensi a Segundo de Chomon che realizzò nel 1916 in collaborazione con Pastrone, per la storica casa di produzione Itala, La guerra e il sogno di Momi film che affiancava ad una cornice dal vivo le scene di guerra tra pupazzi animati. Ma l´interesse a Torino per il cinema d´animazione non si è esaurito nei soli albori. In anni recenti la cooperativa Lanterna Magica ha deciso di investire - inizialmente con notevoli rischi economici - nella produzione e nella realizzazione di lungometraggi di animazione, grazie anche a Euro Aim (European Association for an Audiovisual Indipendent Market, progetto di Programma Media sull´offerta di strutture per servizi e per il marketing rivolti alla produzione indipendente europea) che gli ha permesso di trovare partner internazionali al sostegno del loro progetto. Nel 1996 ha potuto così debuttare sugli schermi italiani La freccia azzurra di Enzo D´Alò, ispirato all´omonimo romanzo di Gianni Rodari. Il film è riuscito anche ad essere distribuito all´estero: nel Natale ´97 è stato presente in 45 sale del territorio francese, mentre la Buena Vista si è occupata di distribuirlo negli Stati Uniti, dopo averlo rimontato sostituendo alla colonna sonora di Paolo Conte musiche e canzoni "più appropriate" al pubblico americano. Attualmente la Lanterna Magica sta terminando le lavorazioni per il prossimo lungometraggio, con probabile uscita nel ´99: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegn• a volare, tratto dalla novella omonima di Sepulveda. Questa volta il lancio del film sarà accompagnato da un merchandising appositamente creato, perché la messa in vendita di prodotti derivati dal film ancor prima della sua uscita sugli schermi è ormai da qualche tempo parte dei successi dei lungometraggi d´animazione, come Disney ha insegnato. Accanto al cinema d´animazione strutturato secondo le regole degli "Studios", esiste tutto un mondo artistico affascinato dalle potenziali sperimentazioni che questo tipo di cinema offre. Quando si parla di "animazione" non si intende solamente il disegno, noto al pubblico come "Cartone Animato", ma la messa in movimento di tutto ciò che possiede mobilità propria attraverso la ripresa a passo uno, l´intervento diretto sulla pellicola o su immagini di sintesi. Questi artisti-registi, creatori di vita dall´inanimato, sono una sorta di moderni prometei, che lavorano il materiale più confacente alla loro poetica secondo criteri artigianali, di persona o con l´ausilio di pochi discepoli. Uno di questi dottor Frankestein vive e lavora a Torino. La sua tecnica si avvale di pellicole cinematografica 35mm o 16mm - vergine o già sviluppata - sulla quale interviene con appositi pennarelli o con gli ecoline e la base del movimento delle sue creazioni è il sincronismo con la musica, fonte delle sue ispirazioni. Si tratta di Vincenzo Gioanola, conosciuto dai cinefili suburbani durante la rassegna "Mondi Animati non solo di Cartone", organizzata dal cineforum nel dicembre 1997.

Vincenzo Gioanola è nato a Casale Monferrato il 10 aprile 1955 ma risiede a Torino da quando aveva 6 anni. Dopo aver frequentato il liceo artistico e successivamente l´Accademia di Belle Arti, comincia ad interessarsi di teatro e all´animazione per ragazzi attraverso le esperienze in Assemblea Teatro e nella Compagnia del Bagatto.

Abbiamo sottoposto Vincenzo Gioanola a qualche domanda per conoscere il punto di vista di un regista di film d´animazione al di fuori delle produzioni organizzate.

Vincenzo come sei giunto ad occuparti di cinema d´animazione?
Ho fatto le prime esperienze di cinema all´Accademia, quando ho realizzato un filmino super8 i cui soggetti erano i contraccettivi, o almeno così mi ricordo. Si trattava di una soluzione alternativa al programma tradizionale di Anatomia. Erano gli anni settanta e il super8 aveva un suo fascino, diverso dalla videocamera di oggi. Mi ricordo che il super8 era anche alla base di un progetto della Compagnia del Bagatto da sviluppare con i ragazzi; si trattava di fare un filmino con la tecnica del decoupage. Per me, la vera via di Damasco verso la decisione di fare cinema d´animazione è stata una serata su Mc Laren, organizzata alla fine degli anni settanta da Alfio Bastiancich e da Donata Pesenti che avevano da poco costituito la pre-ASIFA. I film del canadese sono state una vera e proppria illuminazione che mi ha fatto decidere: "voglio anch´io fare così". L´immediata conseguenza è stata la realizzazione nell´82 di BOOGIE, ma non sapevo bene come fare a sincronizzare la musica. È stato il signor Ovidio della RolFilm a spiegarmelo, dopo aver fallito diverse volte. Il film è in 16mm. Successivamente è stata la volta di GARIBALDI BLUES, realizzato per uno spettacolo del Bagatto per i bambini. Con questo film partecipai ad una delle prime edizioni del Festival Internazionale Cinema Giovani. Poiché il film era in super8, mi portavo dietro un proiettore apposito e dopo aver radunato un po´ di pubblico cominciavo a proiettarlo su di un muro. Vinsi un premio da un milione. Decisi allora di fare copie più grandi da mandare ai vari festival.
Sempre agli inizi degli anni ´80, partecipo alla nascita della Lanterna Magica, che operava nella scuola Pestalozzi e solo dopo in via S.Massimo. Eravamo un gruppo di persone con la voglia di diventare tutti "produttori di cartoni animati". Andavamo d´ccordo ma poi... Di quell´epoca sono RUSSIAN ROULETTE, 9 SECONDI E MEZZO e alcuni filmetti promozionali per la Regione Piemonte, la Biblioteca e altro. Si continuava intanto a fare film con i bambini. Perché me ne sono andato dalla Lanterna Magica? Semplice, volevo fare film per conto mio... la logica imprenditoriale della maggioranza mi sembrava soffocasse la mia indipendenza creativa. E così nel ´89 mi sono prodotto DOBRADOLSKA HORA, film col quale ho partecipato al festival di Berlino, vinto quell´anno da Bozzetto con MISTER TAO.
Anche FIGTH DA FAIDA (del 1994) è autoprodotto. Avevo chiesto a Franckie HI-NRG di usare la loro canzone, solo in seguito il gruppo mi ha chiesto di poterlo sfruttare come video clips. La sincronia tra il movimento delle immagini e la musica risulta nel video un poco sfalsata, perché il pezzo è differente da quello che io avevo utilizzato per concepire il mio film.
Su segnalazione degli amici della Graficmated di Palermo, ho deciso di partecipare al "Moscow Animation Project", in occasione degli 850 anni di fondazione della città di Mosca. THE HEN, prodotto dalla EGI Corporation, è stato selezionato insieme al film di Bozzetto per rappresentare l´Italia in questo progetto, che consiste nella realizzazione di un lungometraggio composto dai corto in animazione provenienti un po´ da tutto il mondo.
Non conosco Mosca e inizialmente avevo inviato uno story-board, dove comparivano Matrioske e aerei che atterravano sulla Piazza Rossa. Ovviamente l´avevano trovato banale e allora Eloc, la mia fidanzata, mi ha dato un libro di fiabe russe dove ho trovato "La Gallinella". Ho realizzato il film in due mesi lavorando 12 ore al giorno. Sembra sia piaciuto.
Adesso sto lavorando a XXX, che si ispira ai film porno. XXX vuole dire film a luci rosse, trenta e tanti baci. È composto da 30 episodi ispirati a stupidi giochi di parole tratti dai titoli dei film pornografici. Sono andato a documentarmi in biblioteca sulle vecchie "La Stampa". È un film senza dialogo, ma ad ogni inizio episodio la mia voce dice il titolo in italiano mentre compare in sovrascritta la traduzione in inglese.

Se si eccettuano i pochi lungometraggi d´animazione che raggiungono il grande schermo e le serie prodotte per la televisione, che destino hanno le opere come le tue?
Come outsider alle "grandi" produzioni, i festival cinematografici diventano per me di fondamentale importanza. Esistono una marea di artisti che si possono incontrare solo lì. È per questo che ci tengo molto ad essere invitato. I festival rappresentano la possibilità di conoscere un mondo espressivo molto importante. Ho anche fatto parte della giuria al festival di Ankara, insieme a Barry Purvis. Mi piacerebbe che in Italia venisse creato un ente come quello canadese o di alcuni paesi dell´est europeo, dove si consente ai singoli artisti di realizzare le loro opere. Solo che ora l´Italia punta sulle serie e sui lungometraggi. Non c´è spazio per la produzioni sperimentali e individuali. L´artista tra virgolette non è di moda nel nostro paese: Si producono film solo per audience. L´artista "non serve a niente". Non mi mantengo con i miei lavori di cinema d´animazione. Mi è capitato che il Festival Internazionale del Cinema Giovani mi abbia commissionato la sua sigla e per questo sono stato anche pagato. Non una grande cifra, per carità... solo un milione. Per togliermi il giribizzo di fare film d´animazione devo lavorare: illustratore, grafico, insegnavo anche all´Istituto Europeo di Design di Torino. Ora faccio lavori con il computer grafico e dovrei fare un CD Rom sul pre-cinema ma avrei bisogno di trovare un buon sceneggiatore di CD Rom.

Mi sembra però che negli ultimi tempi il cinema d´animazione abbia attirato su di sè un po´ di attenzione, dal momento che occupa un posto nei programmi europei di rilancio del cinema. Tu cosa ne pensi?
È positivo produrre di più in Europa e prendere meno dall´America o dal Giappone. In ogni caso io non sono contrario alle Case di Produzione, anzi mi piacerebbe poter lavorare per qualche produzione specifica. Non con la Lanterna Magica perché sia io che l´equipe direttiva abbiamo idee differenti sul cinema d´animazione. Quello che mi frega è che io sul lavoro bado molto alle persone con le quali collaboro e una delle ragioni per le quali me ne ero andato dalla Lanterna Magica è che era venuta meno l´armonia tra di noi. Diciamo che io e Enzo D´Alò non possiamo vivere sotto lo stesso tetto perché le nostre idee sul cinema d´animazione sono diammetralmente opposte e per tutti e due non c´era spazio nello stesso posto. Sono andato da Laganà, dove tutti sono specializzati, ma non mi interessava fare Lupo Alberto. Conosco molte simpatiche persone che lavorano da sole, ma appunto lavorano da sole. È importane essere in sintonia. Ho lavorato spesso con André Le Duc, che adesso fa l´Art-Director in una casa di produzione di cinema d´animazione commerciale. Pare non si campi di sola Arte. Cosa mi resta da fare? Forse cambiare mestiere.

E noi ci auguriamo che questo non accada.

IVANA BOSSO