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riflessioni teoriche sull'immagine e il cinema
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Gesù Cristo: un'immagine cinematografica
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INTRODUZIONE GENERALE

Giovanna d'Arco - Renée Falconetti, immagine indimenticata della Passione
Giovanna d'Arco - Renée Falconetti, immagine indimenticata della Passione

Da De Mille a Curtiz a Houston la storia sacra sembra offrire occasioni soltanto per elementi melodrammatici, esibizioni forzute, ed effetti speciali più o meno mirabolanti

Un percorso tra immagini. Quelle che di Gesù Cristo ci hanno lasciato tre grandi autori: Luis Buñuel, Pier Pasolo Pasolini e Martin Scorsese.

Ripercorrere le loro filmografie alla ricerca di apparizioni, richiami e immagini di Gesù Cristo per avvicinare e delineare tre fra le messe in scena più significative e moderne della sua figura. In questo percorso si vedrà come “la storia di tutte le storie” non sia solo l'occasione di sfoggio di grandi mezzi, ma sia momento di interpretazioni personali nuove e importanti riletture visive.

Si farà qui riferimento esclusivamente alle immagini di Gesù Cristo, all'essenza del suo apparire, alle modalità delle sue rappresentazioni, lasciando da parte l'aspetto narrativo: si costituirà principalmente un tessuto di riferimenti visivi.

Alcuni momenti dei Vangeli hanno costituito figure e visioni drammatiche archetipiche con cui le arti visive da sempre si sono confrontate:

  • la Madonna con il Bambino;
  • i Miracoli;
  • l'Ultima Cena;
  • la Passione;
  • la Crocefissione;
  • la Pietà.

Il cinema, come meccanismo generatore di immagini, ha dato forma e materia a questi grandi temi e, con gran ritardo rispetto alle altre arti, si è inserito con forza nella storia delle rappresentazioni visive di Gesù Cristo; alcune immagini da esso prodotte meritano di essere conservate, di essere analizzate e poi strappate dal loro contesto filmico per costituire delle possibili unità indipendenti.

Importante è estrarre (e salvare) alcune immagini dal flusso indiscreto della bulimica visione quotidiana; c'è pertanto un reale intento di conservazione e salvaguardia di queste immagini da quelle che troppo facilmente vengono risucchiate e vanno perdute nel marasma video-televisivo consumato quotidianamente dall'assuefatto spettatore moderno.

Si vuole partire dalla coscienza squisitamente cinematografica buñueliana che è affermata da quel “mi si impongono come immagini”: le immagini di un certo cinema, di questo cinema, vogliono essere pura visione; esse non si decodificano con gli strumenti della ratio letteraria, non vogliono significare o lasciarsi catturare da qualsivoglia strumento della bagarre semiotica. Sono espressione se mai del senso figurale definito da Lyotard : hanno esistenza prima di una funzione ed esprimono una forza più di un significato. Un percorso di immagini e visioni: alle dinamiche ad esse intinseche l'esclusivo potere di sedurre e fascinare, e il diritto di sfuggire, rimanere ambigue e aprire a qualsiasi chiave di lettura.

In generale c'è un mainstream, un linea produttiva principale, guida, che afferma l'istituzionalità e l'ortodossia della rappresentazione; a parte nascono le deviazioni di chi non si sa adagiare nell'inutilità della ripetizione, ma sperimenta il rischio del nuovo. Buñuel, Pasolini e Scorsese come i nuovi eretici, che rifiutano di seguire, e riscrivono e reinventano in un incessante e fondamentale processo creativo.

Tre autori della storia del cinema, tre macchine da presa diverse: a partire dalla raffigurazione stessa del figlio di Dio, si vedrà come un regista spagnolo vicino al movimento surrealista, uno italiano, protagonista della cultura degli anni Sessanta e Settanta, e uno americano, ora artigiano del sistema hollywoodiano, ora contrabbandiere e iconoclasta, come ama definirsi, abbiano rappresentato e richiamato nelle loro opere questi grandi temi visivi del sacro.

Un'attenzione particolare sarà accordata al braccio di ferro fra l'artista e la censura, seguendo le vicende di questa lotta, mai allentata dai tempi, che spesso significa la distruzione di parti di pellicola nel caso di una vittoria censoria, oppure il mantenimento, anche solo di un'inquadratura, nel caso i ricorsi in appello facciano prevalere le ragioni artistiche. Si dirà di questa sorta di polverone che si ripresenta puntualmente ogni qual volta ci si trovi innanzi un'opera che propone una figura di Cristo diversa dai canoni interpretativi dogmatici, che si sono tramandati e affermati in duemila anni di storia.

Ma il punto di partenza potrebbe essere un'altra immagine. Quella della pulzella di Orleans, Giovanna d'Arco-Renée Falconetti, unità più che mai consolidata di un corpo d'attore e di un personaggio martire, in La passion de Jeanne d'Arc di Carl Theodor Dreyer (1928) (vedi fig 1.0). Un film, nel quale i volti, che segnano lo spazio e il tempo, creano per la prima volta una materia sacra, esempio e modello di cinema per tutta una futura generazione di registi. E' questa un'immagine indimenticata, che nonostante i novant'anni di cinema che le sono passati sopra, è rimasta idea figurativa prima della “passione” cinematografica, obbligato momento di confronto e doveroso inizio di un percorso.

Nessuno di quei volti di Cristo, bisogna pur dirlo, raggiunge tuttavia nemmeno lontanamente l'intensità di Renée Falconetti nel film di Dreyer, tanto da suggerire l'idea che il solo vero Cristo del cinema sia stato una Giovanna d'Arco. Cosa che mi pare vera anche per i Cristi, pur tutti in varia misura suggestivi, di Pasolini, Rossellini o Scorsese. Grandezza inarrivabile di Dreyer? Può darsi. Suggestione della figura femminile? Anche. O, forse, fascino di una misteriosa androginia

L'intensità espressa da Giovanna d'Arco-Renée Falconetti è davvero irragiungibile; ma altre immagini hanno fatto la loro comparsa e si sono succedute, e altri autori hanno creato e dato corpo al Cristo del cinema.


SOMMARIO

Gesù Cristo: un' immagine cinematografica.
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Introduzione generale

  • 1. Luis Buñuel
    • 1.1 Avvertenza e premessa
    • 1.2 L'âge d'or (1930)
      • 1.2.1 Lo scandalo
      • 1.2.2 Blangis-Cristo-Salem
      • 1.2.3 Il castello di Selinny
      • 1.2.4 L'immagine-dubbio
    • 1.3 Cela s'appelle l'aurore (1956)
      • 1.3.1 La Crocefissione di Dalì
      • 1.3.2 Il Cristo come palo del telegrafo
      • 1.3.3 Una funzione connotativa
    • 1.4 Nazarin (1958)
      • 1.4.2 Fra Cristo e Chisciotte
      • 1.4.3 Il Cristo che sghignazza
      • 1.4.4 Una Giraffa
    • 1.5 Viridiana (1961)
      • 1.5.1 Croce, corona di spine, chiodi e martello
      • 1.5.2 Un crocefisso particolare
      • 1.5.3 L'Angelus. Da Millet a Dalì a Buñuel
      • 1.5.4 L'ultima cena
    • 1.6 La voie lactée (1969)
      • 1.6.1 Un percorso eretico
      • 1.6.2 Ho voluto mostrarlo come un uomo normale
      • 1.6.3 Miracoli o fallimenti?
    • 1.7 La storia di un'immagine mai vista.
      Da Belle de jour a Là-Bas
    • 1.8 Sus ojos no son más que órbitas vacías.
      La sceneggiatura di Agon
  • 2. Pier Paolo Pasolini
    • 2.1 Premessa
    • 2.2 La ricotta (1963)
      • 2.2.1 Una storia travagliata
      • 2.2.2 Stracci-Cristo-Cipriani.
      • 2.2.3 Un Cristo morto di fame
      • 2.2.4 Le citazioni illustri
    • 2.3 Il Vangelo secondo Matteo (1964)
      • 2.3.1 L'ispirazione
      • 2.3.2 Sopralluoghi in Palestina (1963)
      • 2.3.4 Modalità di realizzazione
        • 2.3.4.1 Il rapporto con il testo di Matteo
        • 2.3.4.2 Lo stile
        • 2.3.4.3 Le musiche
        • 2.3.4.4 I volti
        • 2.3.4.5 I riferimenti pittorici
        • 2.3.4.6 L'annunciazione
    • 2.4 Il nuovo senso del Sacro e lo stile dell'incarnazione
  • 3. Martin Scorsese
  • Parte I. Gesù Cristo a New York. Fra peccato e sofferenza
    • 3.0.1 Appunti sul personaggio nel cinema di Scorsese
    • 3.0.2 Appunti sull'elemento religioso del cinema di Scorsese
    • 3.1 The Big Shave (1967)
      • 3.1.1 Una prima passione
    • 3.2 Who's that knocking at my door (1969)
    • 3.3 Boxcar Bertha (1972)
      • 3.3.1 Bertha-Hershey-Maddalena
      • 3.3.2 16 anni prima: una crocefissione pagana
    • 3.4 Mean Streets (1973)
      • 3.4.1 Il risveglio di Charlie-(cattivo)Tenente-Giuda-Keitel
  • Parte II. Gesù Cristo a Hollywood
    • 3.5 The Last Temptation of Christ (1988)
      • 3.5.1 Una lunga gestazione
      • 3.5.2 Modalità di realizzazione
        • 3.5.2.1 Gli attori
        • 3.5.2.2 I riferimenti visivi
        • 3.5.2.3 Il rapporto con i Vangeli
        • 3.5.2.4 La crocefissione secondo Scorsese
      • 3.5.4 Un'eresia della visione
  • Bibliografia
  • Notazioni filmografiche

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© 2003 Andrea Deaglio - Licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike