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Molto più narrativo dei precedenti, prende le mosse da una bella intuizione: far trascorrere un personaggio da un quadro famoso allaltro (Vermeer, Velasquez, Renoir, ), pilotandolo con un pennellone che interviene episodicamente caratterizzando e adattando il soggetto alle varie epoche. Si trascorre da un dipinto allaltro focalizzando lattenzione su dettagli che si aprono, spesso filologicamente, verso un nuovo ospite: quasi una sindrome di Stendhal, che cattura un nostro alter ego in una cavalcata non cronologica, scivolando in un museo personale, dove lastrattatismo è permeato talvolta di microcosmi, che rivelano il loro collegamento con la realtà rappresentata. |