78 Tours 1985 (4’)

È un momento di passaggio dai lavori più rigorosamente improntati alla prima fase di sperimentazione ("Il principio del ciclo mi piace e poi applicandolo si elimina tutto il superfluo") e i lavori che inseriscono le intuizioni relative alla ciclicità in una struttura più complessa. Anche qui esiste una macrostruttura che inserisce i singoli episodi illustrati e caratterizzati dai movimenti circolari ed è data a sua volta da un flusso circolare che trascorre da una bimba su una giostra alla tazzina di caffè girata da un uomo. La genialità sta nel fatto che il movimento evocato si svela alla fine essere un omaggio alle lanterne magiche, che sono il mondo del film, confermando la vocazione autoreferenziale volta a racchiudere il lavoro all’interno di un universo limitato dai confini della rappresentazione iconografica.