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Logica evoluzione dei due precedenti percorsi analitici della realtà, che assomma elementi autoreferenziali: non a caso, visto che il metodo per accumulazione di elementi che vengono immessi nella serie può assomigliare alla creazione del mostro di Mary Shelley; bello a questo proposito il laboratorio da cui la carrellata prende lavvio. Il riferimento cinematografico va a Whale per il bisogno di avere a disposizione una compagna, ma il fulcro è sempre quello della serializzazione, che in questo caso è ambientata in un interno metafisico; il movimento è in penetrazione attraverso porte, soglie e ambienti disadorni e spogli, che confermano linfluenza della pittura Metafisica sulluniverso di riferimenti del pittore, che usa pochi tratti e due spazi: verso la fine della cavalcata che conduce allincontro tra il "diverso" e la sposa la camera diventa un corridoio a volte arcuate, accentuando limpressione gothic e inserendo figure che vengono incontro ancora indistinguibili (eppure somigliano molto alla figura della creatura). Fino allurlo finale che relega nella solitudine il mostro. Interessante lo sviluppo della fusione tra banda musicale, affidata a sonorità chimiche, e flusso del movimento, discesa dei livelli della costruzione in cui si svolge questa odissea a tratti assimilabile ai lavori di Rybczynsky, con quella progressione ossessiva che diventa allucinatoria. |