Le Vol d’Icare, 1975 (3’)

È il primo film, tecnicamente più laborioso: emerge dalla musica di Couperin (come rivelerà Gioanola essere la sua prassi: in questo caso si direbbe che il film scaturisca dalle suggestioni musicali) attraverso l’uso di infinitesimi elementi minimi che compongono la singola immagine e la pixillation apporta un fascino particolare al personaggio di Icaro, che sembra già dall’inizio così evanescente, ridotto a stilizzazione, da cui trae ragion d’essere quando si indovinano le ali solo suggerite a tratti, ma che conferiscono spessore titanico alla serie di puntini che identificavano il personaggio.