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L'unico interesse di questo film risiede nel fatto che spesso sovrappone vari piani, ciascuno bidimensionale, ottenendo un effetto di irrealtà plausibile: persino la pioggia sembra che scorra come un sipario che finisce con negare spessore al quadro, costringendolo ad assumere l'aspetto di un'illustrazione a cui siano stati sottratti colore e orpelli: infatti il gusto della forte polemica anticoloniale (eseguita in Gran Bretagna è un'operazione che assume connotati quasi blasfemi) si stempera di fronte all'impianto sempre frontale, ma viene rivitalizzato paradossalmente dai toni slavati conferiti dal clima della perfida Albione, che affogano anche le tinte dei variopinti pennuti trascinati in gabbia dai paradisi tropicali. Il messaggio è banalmente naturalistico: l'esploratore con il nome dell'uccellatore di Mozart riporterà gli uccelli nel loro mondo, ma il quadro non per questo si sbilancerà verso un cromatismo un pochino più caloroso. |