Non ci sono cineasti africani pronti a fare un lavoro sulla memoria. I primi africani giunti in Europa sono griot, che hanno avuto contatti con la nouvelle vague. In seguito, con l'indipendenza, eravamo noi a proporre immagini, accompagnando il momento politico. Dal '75 in avanti c'è un'altra cinematografia che si è messa in gioco, che non risponde più all'Europa. Si doveva fare qualcosa e si rilanciarono le proposte in un va e vieni di incontri per rispondere al bisogno di affermazione della cultura africana, superando le remore della prima generazione, per i quali abbandonare l'Africa per venire in Europa a fare cinema era considerato un mestiere di vagabondi.