Dobbiamo reinventare il cinema. Sta a noi, in funzione della tecnica, far passare il cinema e renderlo patrimonio di tutti. Ci va una nuova immaginazione che tenga conto dell'Africa di oggi.
Ho realizzato tanti documentari; emblematico è il film che ho girato sull'abolizione della schiavitù da parte di Napoleone: avevo bisogno di soldi, ma nessuno in Africa voleva sovvenzionare un film contro la politica di Bonaparte, mentre in Europa accampavano la scusa che era troppo lungo. Ho scelto di tagliarlo, perché essenziale è fare il film: per comprendere l'Africa attuale, bisogna capire quella del passato; distruggere l'istruzione falsa e ricostruirla.
I francesi hanno imposto la loro cultura e distrutto quella locale: questo è il nostro dramma.