Solo per una pura coincidenza l'indipendenza coincise con la proiezione dei nostri film. Era un certo modo di sentire la vita, di raccontare e di vivere la morte; noi della Costa d'Avorio ci siamo confrontati con i generi cinematografici (ad esempio con I cowboy siamo noi), scegliendo di evidenziare la nostra africanità, che diventa un modo di sentire la poesia: ad esempio il rapporto con i costumi africani, ovvero ciò che rappresentiamo come visione e natura echeggia il fatto che è esistito un Impero Mandingo. Un aspetto non secondario e caratteristica dell'Africa è la musica, o meglio una struttura musicale che informa di sé il film: il tempo sparisce e riappare dopo (ad esempio in Concerto pour un exile), come avviene per i personaggi.