Il nome di Francis Oladele coincide con la produzione indipendente di film nigeriani degli anni '70, direttore generale della Calpenny Nigeria Limited, sorta ad una serie di congiunture favorevoli: l'interesse crescente dei neri americani per l'Africa e il conseguente loro distacco dal cinema dei bianchi, l'apertura degli europei piùilluminati alla cultura africana; il suo obiettivo era quello di produrre film africani che potessero avere successo sia in Africa che in Occidente. purtroppo non riuscì a produrre film interamente africani e dovette utilizzare registi stranieri. Lavorò nove anni tra Holywood e New York come tecnico della televisione e per il cinema, fino al '56 quando fece ritorno in Nigeria con una moglie americana e cominciò a produrre cinegiornali e documentari per la Federal Film unit.
Il suo primo progetto fu Kongi's Harvest, un'impresa fallimentare, nonostante i grandi nomi coinvolti (Ossie Davis alla regia per un testo del premio nobel Wole Soyinka), a dimostrazione che la negritudine ha parecchie sfaccettature ed ognuno ne conosce un aspetto. In seguito a questo insuccesso Oladele si convince che anche per gli spettatori africani siano adatti film d'azione: Things Fall Apart (1971), diretto da un tedesco (Jason Pohland), racconta tre generazioni di nigeriani in conflitto con l'uomo bianco e la secessione del Biafra sullo sfondo del contrasto tra l'Africa antica e moderna; sceneggiato da Chinua Achebe, scrittore nigeriano, il film è finanziato da capitali tedeschi e americani.
Nel frattempo i film pubblicitari prodotti da Oladele sono palestra per i nuovi talenti africani.
