Nato ad Aba in Nigeria nel 1945. Addetto stampa alla ambasciata nigeriana a Parigi, laureato all'Idhec con una tesi sul documentario, Balogun fu il primo regista nigeriano a produrre con regolarità e a comprendere la necessità di realizzare opere in lingua locale, attingendo dalla tradizione Yoruba. È attirato dal documentarismo e dalla commedia musicale, lascia la fiction per mediometraggi come Fiume Niger, Madre Nera del 1989, dove il viaggio sul fiume si compie prima su una cartina geografica animata, che indica il tragitto del corso d'acqua e poi fisicamente, ospitando tradizione orale, danza e rituali, che interrompono il viaggio raccontando miti tratti da culture antiche. impegnato anche al Ministero dell'Informazione nigeriano come sceneggiatore e poi montatore per la Federal Film Unit a Lagos; entrò nel '71 all'Università di Ife. Nel '74 fonda la sua casa di produzione (Afrocult Foundation Ltd). Questa molteplicità di impegni lo rende uno dei perni su cui si fonda lo sviluppo del cinema africano anglofono, in ritardo rispetto alle nazioni francofone.
La sua produzione non spicca per originalità di temi (solito scontro campagna/città, moderne tecniche agricole, religione ancora invasiva, ma che consente il recupero della tradizione), quanto per la sua capacità di rendere evidente ai connazionali il bisogno di creare una cinematografia propria che narri di sé. E soprattuto fondamentale il suo studio dell'uso della lingua, attraverso il quale denuncia la presenza di un neocoloniallismo, che vede come protagonisti i ricchi autoctoni, contrastati dal recupero della tradizione Yoruba.
