Il cinema dipende dal pubblico, quindi le strategie riguardo al modo di fare film dipendono dalle soluzioni per poterli girare. Dunque: come fare film? Quale direzione prendere? Partire dall'élite che parlava inglese in Nigeria per arrivare ad avere un grande pubblico? Quelli molto intellettuali non erano molto interessati e quindi conveniva trovare testi molto popolari.
Un proprietario di una sala si era messo a ridere, quando gli dissi che volevo proiettare un film e mi diede una sera nel weekend: rimase esterrefatto alla vista di 5000 persone (poi fu lui a guadagnarci: era alla cassa e ne trasse beneficio); questo perché i film nigeriani sono per il grande pubblico, per i festival, ma soprattutto per il gusto del pubblico nigeriano. Trovare un punto d'appoggio in USA permetteva di allargarsi alle popolazioni esterne al Niger, ma in particolare era importante rivolgendosi ai neri (Ossie Davis) arrivare a dare corpo a cose come Shaft; ora siamo senza mezzi e quindi si producono lungometraggi in video, destinati soltanto al mercato interno al Niger. Insoddisfacente: bisogna studiare una collaborazione tra critici e Ministeri della collaborazione.
Balogun preferisce riprendere il discorso dell'internazionalizzazione.
Abbiamo cominciato a trattare i temi della mitologia, scoprendo di avere le stesse divinità scandinave, quando abbiamo ricreato una sorta di commedia dell'arte, sviluppandola in teatro ambulante; un teatro molto sfaccettato un po' come quello giapponese, stilizzato, non una semplicità stupida, ma fatta in modo di far seguire l'immagine alla lingua, così che, se non si comprende la lingua si capisce la scena Yoruba.