Intervista a Minerba
    L´undicesima edizione di un festival rappresenta, per chi lo organizza l´inizio di un nuovo ciclo, una nuova pagina, che nasce dalle passate esperienz, dai risultati raggiunti, gli obiettivi che ci hanno accompagnato in questi anni.
    Il nostro obiettivo, guardando al futuro, è di poter continuare ad offrire un festival appassionato, ricco di proposte, divertente, ma soprattutto con un occhio attento a percosri di ricerca sia nella storia del cinema che nella produzione contemporanea. Per riuscire a fare, ogni anno, un ulteriore salto di qualità nelle proposte del nostro programma. Per mantenerci fedeli all´idea che dall´inizio ha accompagnato questa manifestazione: diventare un festival utile -visto che tante volte l´utilità di questa manifestazione è stata messa in dubbio-, un festival di ricerca, un punto dove si scoprono nuovi autori e nuovi temi:non solo per la comunità omosessuale torinese, ma per tutti color che amano il cinema. Per il pubblico -torinese, italiano, internazionale- che in questi undici anni ci ha sempre sostenuto, dimostrandoci la sua passione, il suo interesse e la sua curiosità.
Quest´anno ci siamo presi l´impegno di continuare la programmazione in tre sale, come era successo per la passata edizione, per il decennale del Festival e per le celebrazioni del Centanario del Cinema, presentando circa 190 titoli, in uno sforzo organizzativoe finanziario che ha impegnato al limite del possibile -anzi dell´impossibile- le nostre risorse.
Dunque, con l´edizione del 1996, la sfida continua: il programma sarà diviso nelle tradizionali tre sezioni del Concorso -Lungometraggi, Cortometraggi e Documenti, alle quali si aggiungon quattro Eventi speciali e la sezione Panoramiche.
Quest´ultima raccoglie opere provenienti da tutto il mondo, per non dimenticarci che è essenziale sentire il polso di quello che succede nella produzione, soprattuto indipendente, a livello internazionale. Quella produzione che merita una vetrina e che raramente, invece, la ottiene.
A queste sezioni si aggiunge la Retrospettiva sul Cinema Italiano degli anni Sessanta. organizzata con il contributo del Museo Nazionale del Cinema, per analizzare e riscoprire come è stata affrontata una tematica così complessa, in un periodo così importante per il cinema italiano e per i ¨Movimenti Culturali¨, arrivando al 1971 anno in cui in Italia incominciavano a sentirsi i primi ¨suoni¨ del Movimento Omosessuale organizzato.
Gli Eventi Speciali di quest´anno sono quattro:
  • L´omaggio dedicato allo scrittore-poeta William Burroughs, dove è possibile vedere e scoprire quanto e come la sua scrittura e le sue diverse attività artistiche abbiano influenzato generazioni di intellettuali ed artisti, dalla Beat Generation ai giorni nostri.
  • Un´interessante, curiosa, divertente sezione di Videodanza: dove ¨attraverso la sincerità dei linguaggi del corpo, che non potrebbe, neanche volendo, mentire, la danza può diventare libertà di essere se stessi, di esternare il proprio io composito ...¨.
  • Una breve rassegna-omaggio, cinefilo-camp-divertente ad una delle indiscusse icone gay, Mae West.
  • I Trailer Programme, tre ¨uniche¨ raccolte di montaggio, compilate dalla regista americana Jenni Olson, dei trailer pubblicitari dei film che hanno fatto la storia del cinema gay.

Per finire, non per ordine di importanza, la seconda edizione del Premio Ottavio Mai per la sceneggiatura di un cortometraggio, promossa in collaborazione con l´AIACE-CIC e l´UNISTUDIO, per dare la possibilità ai giovani autori italiani di esprimersi liberamente.
Basta tutto ciò per considerare questo un festival utile? noi crediamo di sì, e continuiamo a crederci e a resistere. Resistiamo nonostante le difficoltà soprattuto finanziarie che continuano a persistere. E lo facciamo grazie alle tante testimonianze del pubblico che ci ha sempre sostenuto. Degli sponsor, che ci hanno economicamente aiutato e che speriamo nelle prossime edizioni aumentino di numero -un fattore che sarà sempre più determinante per la nostra sopravvivenza. Resistiamo per gli amici e i compagni di percorso che ci sono stati vicini. Per chi ha attraversato i nostri cuori e per quelli che continuano ad essere compagni di viaggio. Per Ottavio.
                  Giovanni Minerba