Intervista a Minerba
    Mentre la scritta si dissolve sullo schermo, lentamente si accendono le luci. In sala c´è un po´di brusio. È tangibile un certo imbarazzo, ma anche soddisfazione per come, tutto sommato, stanno procedendo adesso le cose. Sarà per via della storia che, pur nella sua complessità, non lascia indifferenti, coinvolge, nel Bene e nel Male. Oppure per la simpatia che possono suscitare alcuni dei protagonisti. Per esempio Marzano, Assessore per la Cultura della Città di Torino, che interpreta con impeto e convinzione il delicato ruolo, ricco di sottili sfumature, del paladino di una difficile quanto controversa battaglia culturale: la dignitosa sopravvivenza del FilmFestival, nucleo centrale di questa singolare storia. O magari per motivi inconsci capaci di non essere colti dal più attento critico cinematografico.
    Fatto sta che in sala quasi nessuno è andato via, e tutti, noi compresi, aspettiamo con curiosità di vedere come andrà a finire.
Del resto come si può andare via di fronte ad un film tanto ricco di colpi di scena e di straordinarie partecipazioni straordinarie come quella dell´Assessore alla Culturale della Regione Piemonte Fulcheri e della Provincia Besso? O di quella, altrettanto straordinaria del Museo Nazionale del Cinema, del British Council, del Goethe Institut - Turin, dell´Arci Gay Nazionale e quella di tanti altri?
Certo che no. Non vorremmo esser facili profeti, anche perché nessuno lo è in atria, ma siamo pronti a scommettere che per qualcuno di loro, prima o poi ci sarà qualche Nomination oppure chissà, addirittura l´Oscar. Da parte nostra non possiamo che auspicarlo, se non altro per risollevare un po´ le sorti di questo nostro malandato Cinema Italiano. Per il momento contentiamoci dei film.
Se pensiamo a quanto è successo nel primo tempo, ci viene l´acquolina in bocca nell´immaginare il secondo. A stento riusciamo a starcene composti nelle nostre poltroncine. Qualcuno, seduto accanto a noi, dice che forse cinque anni -tanto è durato il primo tempo- sono troppi per qualsiasi film, anche se narra travagliate vicissitudini socio-politiche-economiche e culturali come questo, aggiungendo po che forse un po´ più di sintesi non avrebbe che potuto giovargli. Chi può dirlo? Ceto se ciò non è accaduto crediamo sia soltanto per la realtà soggettiva ed intrinseca dei protagonisti, chiamati ad interpretare ruoli tanto complessi, o forse per quella oggettiva degli eventi, che notoriamente seguono una propria traiettoria. Comunque, di sicuro sarebbe stata tutta un´altra storia. Magari meno interessante. Adesso il solito tipo vicino a noi, dice di aver saputo che il secondo tempo inizierà niente di meno che con le Divine Garbo, Nielsen, Nazimova e con le più recenti produzioni di Channel 4 e BBC. Ci saranno poi, aggiunge, Film in Concorso e fuori da ogni parte del mondo e che ...
Gentilmente lo preghiamo di tacere perché altrimenti ci rovina la sorpresa. Anche perché le luci in sala si stanno spegnendo.
Sullo schermo appare la scritta: Secondo Tempo.
                  Giovanni Minerba - Ottavio Mai