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Mentre la scritta si dissolve sullo schermo, lentamente si accendono
le luci. In sala c´è un po´di brusio. È tangibile un certo imbarazzo,
ma anche soddisfazione per come, tutto sommato, stanno procedendo
adesso le cose. Sarà per via della storia che, pur nella sua complessità,
non lascia indifferenti, coinvolge, nel Bene e nel Male. Oppure
per la simpatia che possono suscitare alcuni dei protagonisti.
Per esempio Marzano, Assessore per la Cultura della Città di Torino,
che interpreta con impeto e convinzione il delicato ruolo, ricco
di sottili sfumature, del paladino di una difficile quanto controversa
battaglia culturale: la dignitosa sopravvivenza del FilmFestival,
nucleo centrale di questa singolare storia. O magari per motivi
inconsci capaci di non essere colti dal più attento critico cinematografico.
Fatto sta che in sala quasi nessuno è andato via, e tutti, noi
compresi, aspettiamo con curiosità di vedere come andrà a finire.
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