NearDark - Database di recensioni

NearDark - Database di recensioni

Africa

Godard Tracker


Tutte le
Rubriche

Chi siamo


Cerca nel sito

NearDark
database di recensioni
Parole chiave:

Per ricercare nel database di NearDark, scrivete nel campo qui sopra una stringa di un titolo, di un autore, un paese di provenienza (in italiano; Gran Bretagna = UK, Stati Uniti = USA), un anno di produzione e premete il pulsante di invio.
È possibile accedere direttamente agli articoli più recenti, alle recensioni ipertestuali e alle schede sugli autori, per il momento escluse dal database. Per gli utenti Macintosh, è possibile anche scaricare un plug-in per Sherlock.
Visitate anche la sezione dedicata all'Africa!


Le mani sulla città
Anno: 1963
Regista: Francesco Rosi;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: Italia;
Data inserimento nel database: 12-11-2004


La grande guerra

Le mani sulla città.  Francesco Rosi. 1963. ITALIA.

Attori: Rod Steiger, Salvo Randone, Marcello Cannavale, Angelo D'Alessandro, Carlo Fermariello

Durata: 105’

 

 

Napoli. Italia. In un quartiere popolare, il palazzo in vico S. Andrea crolla facendo una vittima ed un ferito grave. L’episodio avviene a pochi mesi dalle elezioni comunali e per l’imprenditore edile Eduardo Nottola, responsabile dell’azienda costruttrice e assessore nella giunta di centrodestra, cominciano i problemi. L’opposizione, grazie all’interessamento del consigliere Da Vita, ottiene che sia istituita una commissione d’inchiesta per valutarne le responsabilità, ma senza che questa approdi ad una valutazione politica in merito al conflitto d’interessi. La maggioranza chiede a Nottola di non ricandidarsi alle elezioni imminenti per non provocare danni al partito. Nottola decide allora di far costituire il figlio come responsabile dell’accaduto, in quanto ingegnere dell’azienda, e di schierarsi con un partito di centro litigando con i colleghi di destra. Una volta ottenuta di nuovo la maggioranza al Comune però, per interesse di tutti, le cose tornano come prima e Edoardo Nottola può continuare a costruire palazzi profittando della sua posizione.

Nel panorama italiano Francesco Rosi è una di quei registi che si è sempre saputo differenziare per una produzione improntata sui film denuncia, spesso ascrivibili alla più specifica schiera di pellicole docu-fiction memori della lezione neorealista. Con questo film però, sempre attuale nelle sue tematiche viste le costanti caratteristiche del sistema politico italiano, Rosi contribuisce a raccontare soprattutto uno spirito opportunistico ed antimoralista che inficia la politica a tutti i livelli e gradi. Sulla tragedia di un popolo, come quello napoletano degli anni sessanta, ignorante e soffocato da esigenze concrete di sopravvivenza, un gruppo di uomini costruisce le proprie fortune e litiga per la distribuzione di un potere già acquisito. Senza mancare un colpo, Rosi aggredisce il pubblico fino alle ultime immagini, sulle quali fa scrivere un insolito monito per una pellicola “I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce”. La scena del crollo del palazzo invece, introdotta da pochi fotogrammi di vita quotidiana popolare sulla quale si abbatte la tragedia, è una delle realizzazioni meglio riuscite nel nostro cinema, un’ottima prova di ricostruzione, riuscita soprattutto grazie al montaggio di Mario Serandei. La sua forza non sembra inferiore a quella di un treno che entra in sala… Sceneggiato dal regista in collaborazione con Raffaele La Capria (entrambi autori anche del soggetto) e con Enzo Forcella ed Enzo Provenzale, ha il suo punto di forza in dialoghi mai banali e scambi serrati di battute, accuse, interessi, che aiutano il film a mostrare un linguaggio nuovo rispetto alla normale produzione di pellicole-inchiesta. Il destino di una città è nelle mani del popolo, vorrebbe gridare il film, ma la vita, così come il finale scelto da Rosi, dimostrano che è l’interesse di partito (così come quello personale di potenti e spregiudicati speculatori) ad avere invece in mano il destino di un popolo. Critica al potere politico ed alle falde dl sistema democratico italiano che, quando raggiunge una maggioranza contrattata sulla base degli interessi economici, perde di vista la sua natura per trasformarsi in un’oligarchia che insabbia legalità e morale politica. Nessuno escluso da responsabilità oggettive sullo scempio partenopeo: maggioranza ed opposizione (tutte e due assieme nella corsa elettorale), popolo e chiesa (la benedizione dell’arcivescovo ai nuovi lavori di Nottola). Fotografia di Gianni Di Venanzio e musiche del grande Piero Piccioni. La pellicola ottenne giustamente il Leone d’Oro a Venezia, suscitando ovviamente polemiche nel mondo politico. 

                                                                                                         

                                  

Bucci Mario

                                                                                                        videodrome76@hotmail.com