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Le colline blu - Ride in the Whirlwind
Anno: 1966
Regista: Monte Hellman;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: USA;
Data inserimento nel database: 04-12-2003


La grande guerra

Le colline blu. Monte Hellman. 1966. U.S.A.

Attori: Jack Nicholson, Millie Perkins, Cameron Mitchell, Harry Dean Stanton

Durata: 83’

Titolo originale: Ride in the Whirlwind

 

 

Assalto ad una diligenza, cinque banditi si rifugiano in una capanna, uno di loro è ferito. Tre cowboy in viaggio decidono di fare una sosta e chiedono ospitalità ai cinque banditi. Siamo in una terra dove si può trovare gente impiccata ad alberi e lasciata marcire per giorni. Passata la notte, sopraggiunge lo sceriffo con un nutrito corpo di pistoleri al seguito. I tre cowboy sono coinvolti nella retata e due di loro riescono a fuggire mentre uno ci lascia la pelle. I banditi sono arrestati ed impiccati. In fuga, la coppia di cowboy sequestra una famiglia di fattori, padre, madre e figlia, con la speranza di poter scappare approfittando del buio. Scoperti dallo sceriffo riescono a fuggire, ma uno dei due, ferito, chiede di essere lasciato permettendo all’altro di raggiungere il confine: raggiunte le colline blu, lo sceriffo ed i suoi uomini non potranno più dargli la caccia.

Western solitario, crudo, sudato. La fuga di tre uomini, dal loro destino di cowboy, dalle forze dello sceriffo, dal pregiudizio dei contadini, verso un confine inimmaginabile, come le colline blu di un deserto duro d’affrontare. Scritto da Jack Nicholson, che con Hellman lo ha anche prodotto, importante meta di un genere che anche con povertà di mezzi è capace di mostrarsi corposo di significati. Il deserto che Hellman mostra è quello malsano dell’esistenza e nelle quali contraddizioni, spesso le più disumane, inserisce tre uomini, tre semplici cowboy con tutti i loro sogni, di passaggio fra i polverosi canyon, e sui quali quell’esistenza stessa si rovescia: l’incontro dei cowboy con l’impiccato è ricordato attraverso il terrore dei delinquenti, prima che i cavalli partano ed il cappio sia tirato. Un western d’antieroi braccati dalla legge della vita, che ha radici nella violenza (la non terra che calpestano tutti i personaggi non merita che qualche albero solitario, e niente più che qualche capanna). Girato in contemporanea di La sparatoria, è stato distribuito in Italia solo dodici anni dopo.

 

 

Bucci Mario

        videodrome76@hotmail.com