NearDark - Database di recensioni

NearDark - Database di recensioni

Africa

Godard Tracker


Tutte le
Rubriche

Chi siamo


Cerca nel sito

NearDark
database di recensioni
Parole chiave:

Per ricercare nel database di NearDark, scrivete nel campo qui sopra una stringa di un titolo, di un autore, un paese di provenienza (in italiano; Gran Bretagna = UK, Stati Uniti = USA), un anno di produzione e premete il pulsante di invio.
È possibile accedere direttamente agli articoli più recenti, alle recensioni ipertestuali e alle schede sugli autori, per il momento escluse dal database. Per gli utenti Macintosh, è possibile anche scaricare un plug-in per Sherlock.
Visitate anche la sezione dedicata all'Africa!


Raavanan
Anno: 2010
Regista: Mani Ratnam;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: India;
Data inserimento nel database: 07-09-2010


Il Ramayana è un poema epico della tradizione induista. Rama è un principe ereditario destituito dal suo trono. Sua moglie Sita viene rapita da un demone, il terribile Ravana e portata nel suo nascondiglio nell’isola di Lanka. Dopo innumerevoli peripezie Rama riuscirà a liberare la moglie ed ucciderà Ravana, ma sarà anche costretto a ripudiare la moglie. Si racconta il suo cedimento alle lusinghe di Ravana. E’ un crudele dharma, ma Rama non può farci nulla, lo deve accettare. Veraa è un terribile delinquente. Controlla una larga fetta di territorio e di popolazione. La polizia nulla può contro di lui. Fino a quando non viene mandato un abilissimo ispettore. Veraa allora rapisce la moglie e la porta nel suo territorio. E l’ispettore sarà costretto ad una terribile lotta per liberarla. Una volta liberata la ripudierà … Questa è la storia del film Raavanan, lo stupendo film indiano in lingua tamil del regista Mani Ratman. La tradizione è la base della cultura d’oriente. L’immenso Ramayana è da sempre spunto di storie e leggende. Non può essere altrimenti lì c’è tutta l’India. Il film bello, colorato, danzato non recitato è un affresco di una volutamente finta storia d’amore. Tutto c’è dentro: ironia, romanticismo, crudeltà, morte, tradimento, lealtà, amicizia, famiglia, azione e tanta tanta bellissima musica e ballo. Un’enciclopedia di cinema. Un condensato di emozioni e di bellezza cromatica. Un occhio mai fermo, carico di emozioni volute e no. Tutto è bello, tutto è vivo. Le terribili lotte sono il risultato di un dharma: non possiamo rinnegarlo. Lo dobbiamo accettare anche se è più grande di noi. E se non possiamo accettarlo dobbiamo pagarne le terribili conseguenze. Non abbiamo paura della morte, noi viviamo per il nostro dovere. Per fare questo possiamo anche mentire alla moglie, possiamo anche rischiare tutto, ma dobbiamo raggiungerlo. L’ispettore ha il suo dharma: sconfiggere Veraa, lo deve fare anche a rischio di passare per un crudele assassino. Deve rinnegare la moglie amata, ma lo sa per raggiungere il suo scopo. Nello stupendo film i ruoli sono capovolti, come il ponte nel finale del film, ogni persona è tutto e nulla, è bontà e crudeltà, è amore e odio. Tutto però deve finire in musica, se tutti balliamo al ritmo di musica indiana possiamo anche sopportare il tutto.