NearDark - Database di recensioni

NearDark - Database di recensioni

Africa

Godard Tracker


Tutte le
Rubriche

Chi siamo


Cerca nel sito

NearDark
database di recensioni
Parole chiave:

Per ricercare nel database di NearDark, scrivete nel campo qui sopra una stringa di un titolo, di un autore, un paese di provenienza (in italiano; Gran Bretagna = UK, Stati Uniti = USA), un anno di produzione e premete il pulsante di invio.
È possibile accedere direttamente agli articoli più recenti, alle recensioni ipertestuali e alle schede sugli autori, per il momento escluse dal database. Per gli utenti Macintosh, è possibile anche scaricare un plug-in per Sherlock.
Visitate anche la sezione dedicata all'Africa!


L'angolo rosso - Red Corner
Anno: 1997
Regista: Jon Avnet;
Autore Recensione: Mario Bucci
Provenienza: USA;
Data inserimento nel database: 02-12-2003


La grande guerra

L’angolo rosso.  Jon Avnet. 1997. U.S.A.

Attori: Richard Gere, Bai Ling, Bradley Whitford, Peter Donat, Tzi Ma, Richard Venture

Durata: 119'

Titolo originale: Red Corner

 

 

Colpevole, fino a prova contraria. Con questo sottotitolo in Italia è sdoganato forse uno dei più brutti film del 1997. A volerla cantare tutta, per aver solo pensato ad un film del genere, colpevoli siamo anche noi che lo abbiamo visto. Non ho mai letto nulla di Grisham o Follet in vita mia, e spero di rimanere in salute abbastanza da rimandare ancora l’evento, ma è a questo tipo di film che penso quando entro in libreria e scorgo un loro libro in bella esposizione. L’Angolo rosso, che narra solo del confronto tra due sistemi giudiziari sulla condanna a morte, quello cinese e quello americano, è un surrogato di giurisprudenza e di cinema giudiziario (quel tipo di cinema logorroico e statico che dopo un po’ annoia) mal ricostruito (le ambientazioni cinesi sono rifatte al computer o girate addirittura direttamente negli studios americani) in una Pechino che ovviamente sembra irriconoscibile. Richard Gere, del quale non stimo il talento, non è più bravo della collega orientale Bai Ling, anche lei sottotono. Il regista Avnet (lo stesso che prima aveva girato il meglio riuscito Qualcosa di personale con Redford e Pfeiffer) usa la loro presenza più che per elevare il film, almeno per salvarlo dal confonderlo con una puntata del telefilm Law & Order. Questo scempio in celluloide, infatti, ha in più un alone di fondo fortemente razzista e propagandistico, soprattutto alla luce dei fatti che non una volta, per tutto il film, è ricordato allo spettatore che anche in America si applica severamente ed inumanamente la pena di morte. Brutto, il cinema non sentiva il bisogno di salvare Richard Gere dalla pena capitale. A questo punto, se me lo consentite……

 

 

Bucci Mario

videodrome76@hotmail.com