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Traitors
Anno: 2013
Regista: Sean Gullette;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: Marocco; USA;
Data inserimento nel database: 27-09-2013


“Sono una produttrice, non un bancomat.” Sean Gullette è nato a Boston. Si trasferisce a Tangeri nel 2005. Nel film Traitors ci racconta un Marocco moderno, pieno di luci, e tante normali contraddizioni. Delle giovani ragazze formano un complesso musicale rock punk. Hanno l’opportunità di girare un video ma il produttore non pagherà il costo della sala di registrazione. Il leader del gruppo è Malika, un carattere forte, determinato, volitivo. Vive con i genitori in una bella casa, simbolo di una classe media emergente. Sogna come tutti i coetanei di andarsene, e in Marocco, quando si parte, è per sempre: “Se te ne vai non torni più.” I soldi non bastano e perciò Malika accetta un lavoro proposto da un corriere della droga. È un lavoro da compiere con un’altra ragazza Amal. Insieme iniziano un viaggio all’interno del Marocco. Il viaggio va ancora alla grande, anzi, nei paesi emergenti è ancora alla base della conoscenza. Il percorso delle due ragazze, da Tangeri alla campagna e ritorno, è una crescita e una maturità per due adolescenti schiacciate da un mondo ancora da definirsi. C’è un po’ di cartoline dal Marocco. Il giro all’interno sembra uno spot pubblicitario. Le immagini sono belle, tanta musica. Verso il finale il ritmo è sostenuto, intenso. Il soggetto è inverosimile, il senso del thriller è esagerato e talmente falso da essere provocatorio. Il tentativo di unire i mondi antichi e attuali del Marocco è visto con l’occhio di americano. Anche se il regista abita da anni nel paese, ha sempre nel cassetto il suo bel passaporto americano, mentre gli autori locali devono continuare a viverci.