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Tai Chi O
Anno: 2012
Regista: Stephen Fung;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: Cina;
Data inserimento nel database: 24-09-2012


“Tu devi studiare l’arte interna.” Nel diciannovesimo secolo la dinastia Qing è colpita da una delle innumerevoli crisi interne di cui è solita la Cina. Per sopravvivere è importante conoscere le arti marziali, da utilizzare nelle cruente e sanguinose battaglie. Tai Chi O del regista Stephen Fung è il primo episodio di un trittico; l’autore ha già finito di lavorare su Tai Chi Hero. Il giovane Luchan è un’arma terribile da scatenare durante i conflitti più sanguinosi. Percircostante del suo passato si trova in testa una specie di corno. Quando, volontariamente, o involontariamente, il suo bernoccolo è schiacciato, si diffonde in lui una forza soprannaturale. Ma non sarebbe sufficiente per il potente esercito che sta minacciando l’impero. Per apprendere nuovi segreti e concentrare i suoi poteri, in modo di difendere l’impero, si reca al villaggio di Chen. Ha bisogno di essere educato per migliorare la sua forza, cerca il maestro di Chen per essere addestrato. Non manca il contrasto con l’occidentale, vissuto come contrasto di culture e paura di chi viene da fuori. Le sue peripezie nel paese sono divertenti e appassionate. Il personaggio è piacevole e spassoso. Il tutto è ripreso con velocità, la camera si sposta spesso in alto per riprese acrobatiche e spettacolari. Il regista fa mostra di spiccata ironia. Disegna – letteralmente –scritte, punti esclamatici, schizzi sulla pellicola per accompagnare l’immagine con facezie e trastulli vari.