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At Any Price
Anno: 2012
Regista: Ramin Bahrani;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: USA;
Data inserimento nel database: 13-09-2012


“La fattoria è tua.” “No, della famiglia.” La famiglia Whipple ha una vasta fattoria nello Iowa. Le immense praterie dei film west riappaiono ai giorni nostri piene di colore, di luce chiara e solare nella pellicola At Any Price, diretto da Ramin Bahrani. I Whipple sono una famiglia benestante, possiedono spazi immensi e vendono i semi agli altri fattori. Hanno tutti i requisiti della felicità di facciata. Il padre Dennis è un commerciante nato, ha il fascino di persuadere anche i più recalcitranti ad acquistare i suoi prodotti. È lietamente sposato. La moglie lo ama. Per confermare la classicità della famiglia, il marito ha, ovviamente, una relazione con la segretaria. Eppure in quest’ambiente idilliaco i figli si sentono oppressi dalla perfezione del padre. Il più grande dei figli scappa dalla soffocante provincia rifugiandosi in sud America a scalare montagne. A casa rimane il figlio piccolo Dean – nomen omen – un adolescente ribelle, ostinato, difficile. È lui a sentire il peso di un padre dominatore, un esempio difficile da raggiungere, cui aggiungere la gelosia del fratello, il preferito dai genitori. La famiglia finirà per scoppiare. Il film ha una chiara citazione nel più famoso degli insubordinati giovani: James Dean. Il tutto parte da un racconto sotto forma di video amatoriale. Siamo spinti al passato, agli albori dei Whipple. Dopo la partenza, si spazia nei grandi campi colorati degli Stati Uniti. Il film utilizza l’ambientazione bucolica per raccontare la sua storia. La bellezza degli immensi spazi della campagna, le estensioni che raggiungono l’infinito, con un cielo pulito e illimitato hanno un contraltare. Alla visione sconfinata, il regista contrappone una famiglia claustrofobica. Il nucleo centrale diventa il luogo in cui si forma l’ingiustizia, dove la crudeltà e la disumanità sono nascosti dentro un amore falsato e contaminato. Non c’è solo un conflitto generazionale come nei vecchi film di James Dean, in At Any Price c’è qualcosa di più. L’amore è confuso con la prevaricazione, e la menzogna regna per salvare il tempio sacro della famiglia: a soffrire saranno degli innocenti. Alla fine il conflitto si placca ma non l’iniquità; la differenza è nell’essersi arresi. Per parte del film il contrasto familiare è alternato con le gare di Dean. Alcuni momenti topici sono in dissolvenza: i controlli sui terreni del padre avvengono mentre il figlio corre la sua gara più importante, durante la quale raggiungere una consapevolezza diversa. L’occhio del regista si sofferma sulla recente muscolatura di Zack Efron e in lunghi primi piano del suo viso. Questo serve per accattivarsi la simpatia del pubblico verso il personaggio. Altri momenti riscaldano il pensiero della vita in provincia, come l’inno prima della gara cantato all’unisono e la religiosità – quasi panteistica – dei contadini e della loro terra: bisogna avere fede ogni volta che si pianta un seme.