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Notre étrangère
Anno: 2010
Regista: Sarah Bouyain ;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: Francia;
Data inserimento nel database: 08-09-2010


Notre étrangère è un viaggio. Un viaggio incrociato. Una ragazza nera del Burkina Faso è adottata da una famiglia francese in quanto abbandonata dalla madre. La ragazza, in un momento di ricerca delle origini radici, viaggia verso il proprio paese alla ricerca della madre. Non la troverà. Ci sarà solo la zia. La ragazza è una straniera nel proprio paese. Non conosce la lingua, non comprende i modi delle persone del luogo: è una ragazza bianca. Non appartiene più a nessun mondo. Forse non è mai appartenuta neppure a Parigi dove è vissuta e ha studiato. Entra in contrasto con la zia. Lei ha un carattere forte e vuole intorno a se il mondo intero. Gli nasconde dove è la madre. Non si appartengono più. La madre si è invece trasferita da tempo in Francia dove ha una sua vita. Eppure abbiamo un’altra straniera. Il film è uno spaccato della immigrazione del mondo. Stranieri ovunque siamo, i nostri viaggi alla ricerca delle nostre radici è inutile. L’immigrazione fa tanto male, sicuramente non sentirsi a casa in nessun posto è una delle conseguenze più terribili. Il film manca di spiritualità, di emozioni, d’afflato. Solitamente i film di questo genere sono pieni di folklore, qui manca totalmente. Forse gli avrebbe fatto bene. Tagliando la parte tradizionale ha castrato l'intero film. Non esiste neppure una differenza fra Parigi e Bulu: sembrano identiche. Non sono mai stato a Bulu, però immagino abbai un’umanità diversa da Parigi. Sarah Bouyain non ha mai la forza di entrare nel film: non ci creda neppure lei, posso crederci io?