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Ovsyanki - Silent Souls
Anno: 2010
Regista: Aleksei Fedorchenko;
Autore Recensione: Roberto Matteucci
Provenienza: Russia;
Data inserimento nel database: 06-09-2010


Silent Souls - Anime silenziose è il bellissimo film di Aleksei Fedorchenko. Aleksei riprende la tradizione del cinema russo, quello di periferia, quello distante da Mosca. Il tempo è dato dal viaggio nella steppa russa, desolata e infinita. Un viaggio è in realtà un funerale: quello della moglie ma anche quello di un popolo e delle sue tradizioni. Dal film infatti imparo che esiste una popolazione della Russia: la popolazione merja. La popolazione sta scomparendo, inglobata da quella slava predominante. Eppure in una città vivono tanti discendenti i quali sono orgogliosi di essere dei merja e cercano di tramandare la lingua, la poesia e i riti. Vesa perde la moglie, morta improvvisamente in casa. Chiede aiuto all’amico Aist – poeta di lingua Merja – ad accompagnarlo in un funerale privato per dare degna sepoltura alla moglie secondo le loro cerimonie oramai quasi sconosciute. Si parte – secondo la tradizione del cinema russo – circondati dalla steppa, con tanti silenzi e racconti degli avvenimenti della moglie morta. E’ un viaggio ripreso sempre da dietro. Vediamo la strada e vediamo le loro nuche. Perché la loro è una strada senza ritorno. Insieme alla moglie seppelirano anche la loro tradizione e la loro originaria cultura incapace ad avviarsi verso un nuovo viaggio. Mentre Vesa narra della moglie, il pensiero di Aist ricorda con dei flash back la vita di ragazzo con un padre estroso e ultimo narratore di poesia merja. Il viaggio termina con una pira di legno dove il corpo della moglie viene posto e bruciato. Le ceneri vengono gettate nel fiume completando il rito e in quel momento intrecciandosi con il gesto del padre di Aist di gettare la macchina per scrivere delle sue poesie – compiuto tanti anni fa nel – nell’acqua. E’ la fine. Lo sa pure uno zigolo. L’uccello vola fuori dalla gabbia e fa conclude l’avventure dei due amici. Poesia, lirismo e nostalgia sono raccontati nel film. La tristezza di Vesa e Aist appartiene alle persone del proprio popolo, ma è una tristezza fatta di poesia e che verrà sempre ricordata grazie a questo delicato racconto.