Non è un attacco portato dall'autore alla sua religione, perché lo stereotipo rappresentato non è applicabile soltanto ad una particolare comunità, quanto a qualunque congrega di fanatici; per esprimere meglio il fatto che all'interno della comunità si deve comporre ogni aspetto della vita di tutti i suoi membri, che è il motivo del malessere di Sonia, il regista costella il film di episodi emblematici e un po' didascalici, che solo la bravura di Renée Zellweger permette di sostenere. L'invasione della sua privacy da parte di Dio, presente nella stanza mentre copulano al buio per procreare, è il drammatico metodo usato da Yakin per far sentire la claustrofobia della situazione, la costrizione nelle soffocanti regole, ma anche la costante presenza della cognata, di cui l'evoluzione da confidente a rivale non è descritta in modo plausibile, o l'intrusione di una donna che suggerisce come arredare la casa sono momenti già formalizzati in altri film, che interrompono il ritmo con cui si va evolvendo la figura di una donna che matura la sua ribellione, accetta la sua estromissione, ottiene giustizia e forse serenità al di fuori del grembo protettivo della comunità, divenuta matrigna.
La potente carica sessuale, l'ambito più castigato dalla religione, dirompe come reazione alla clausura in vampate di calore che la soffocano, in sconvolgenti rifiuti di poppate all'infante, perché ogni contatto fisico le è precluso dalla eccessiva sensibilità del suo corpo costretto e alla ricerca di una scappatoia verso il mondo esterno alla chiesa. Le turbolenze emozionali favoriscono gli incontri con i personaggi di fantasia, valvola di sfogo per sfuggire al moralismo e alle contraddizioni della vita condizionata dall'ortodossia.
Entrambi hanno un atteggiamento fallocrate nei confronti della donna che è quello derivante dai precetti e che trova la sua evidente espressione nell'atto sessuale, sempre violento, privo di tenerezze e umanità, trattandosi dell'espressione di un Dio terribile. Dunque obliquamente l'autore inanellando questi episodi in una sorta di catena indissolubile riesce a trasmetterci l'univocità dei due atteggiamenti dei due uomini: il bene e il male finiscono con usare metodi uguali e scaturire in comportamenti simili.