Né apollineo, né dionisiaco: oltre ogni estetica della morale troviamo la figura di Peina, istruttiva meteora introdotta in una serie di frame, come se fosse una presenza umana ma non troppo, autonoma rispetto al resto del film: appunto, al di là del bene e del male; in grado di recuperare la Recherce proustiana, che alla sua uscita non gli era piaciuta, probabilmente perché ha iniziato solo successivamente ad attribuire un valore al tempo e solo la sua raffinata cultura gli consente di recuperare quello perduto; tanto ha l'eternità con cui convivere per compiere il lavoro. E lo fa attraverso l´accettazione del vizio come unico sollievo e quindi chi può venire chiamato a testimone se non Burroughs (¨Conosci The Naked Lunch¨: non a caso la dipendenza è presente fin dal titolo)? l´incontro con lui lascerà Kathy stremata, consumata, (come in Crash di Cronenberg/Ballard avviene per un´altra Catherine, la moglie del protagonista, a seguito della scopata nell´autolavaggio), perché Kathy è ancora prigioniera del suo non essere nulla. Invece la figura interpretata da Christopher Walken può ricordare Ernst Jünger: nichilista, capace di oltrepassare la linea del nichilismo sociale, esploratore curioso di ogni forma di esperienza, sperimentatore di allucinogeni, inventore dell´Anarca, decorato in tutte le guerre, cospiratore contro Hitler, mitico avversatore di ogni mito e ribaldo nemico della tecnica, di cui si appropria comunque sempre, nonostante sia ritenuta pericoloso strumento di manipolazione e riabilitata soltanto come mezzo di affermazione della volontà di potenza. Filosofo, entomologo, dandy, spirito libero grazie alla cultura, stranamente morto a 103 anni il 17 febbraio 1998, quando lo si era cominciato a considerare immortale.
Bisogna essere speciali per alleviare quel dolore: aver superato il momento in cui ci si trova faccia a faccia con se stessi, senza coprire gli specchi: negoziare le questioni morali, regolare le pulsioni, controllare i bisogni e porre davvero la filosofia al servizio della sapienza (¨Bisogna saper limitare la propria dipendenza¨). Sembra voler far apparire gli esistenzialisti come entusiasti ai quali si era dischiuso un universo, che lui invece potrà perlustrare.
Dopo la sua conoscenza Kathy riprende la tesi ed elabora il concetto per cui la filosofia tende ad eliminare il Soggetto ed il Verbo (l´Essere dunque) e attraverso il pragmatismo tenta di intervenire sull´Oggetto.
¨Non siamo malvagi perché facciamo il male, facciamo il male perché siamo malvagi....¨ è reificazione del concetto astratto di Male e non affermazione di uno stato del Soggetto.