Editoriale

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11/7/2001
Atlantis, la distribuzione perduta

Come tutti gli anni puntualmente la nostra distribuzione cinematografica decide di prendersi le meritate (?) ferie e di costringere lo spettatore incallito, affamato di visioni, ad optare per la solita stupidaggine estiva (non che avesse tutti i torti nella sostanza il Nanni di "Caro diario", magari aveva solo sbagliato il bersaglio, scagliandosi accidentalmente su un film eccellente che - spero - non aveva neanche visto) o per il recupero di qualche pellicola uscita magari lo scorso novembre un venerdì assieme ad altre quattro altrettanto interessanti e sparita la settimana dopo. Peraltro questi recuperi sono oltremodo piacevoli, nelle cornici delle arene all'aperto dove spesso la visione del film è secondaria rispetto al gusto di mangiarsi il gelato e fumarsi la sigaretta.

E se lo spettatore incallito volesse qualcosa di più? Ahimé la soluzione è una sola: volare oltreoceano, dove a quanto pare il cinema non va in vacanza, dove le sale cinematografiche sono affollate anche nei mesi estivi, dove la distribuzione si dipana nell'arco dei 12 mesi. Chi sbaglia? A stare alle cifre riportate lo scorso anno da "Mission Impossible 2", insospettabilmente in sala il 7 di luglio, sembrerebbe proprio i nostri distributori: Mentalità provinciale? Scarso coraggio? Chissà.

Certo è che analisi e discussioni sui film, come "Shrek", che starebbero andando anche meglio qui che negli USA han poco senso, visto che lì, negli USA intendo, "Shrek" non è l'unica scelta possibile per chi proprio non vuol cedere alla scempiaggine da ombrellone o se vuol recuperare qualche titolo preferisce ricorrere al comodo home-video (ah già, dimenticavo, c'è anche "Pirl" Harbor), ma è viceversa impegnato in una durissima battaglia con un altro film d'animazione eccellente, l'ultimo pargolo di casa Disney, "Atlantis - The Lost Empire". Che qui farà felici tutti i bambini... a Natale. E mentre si medita sulla opportunità di una scelta simile, chi ha potuto vedere il film (lo spettatore incallito ed indefesso non si fa scrupolo di volare oltreoceano, evidentemente) ed ha visto partire la "R" sui titoli di testa si chiede anche altre cose, non meno importanti: ma la distribuzione come lo decide il target per un film? L'ultimo nato di casa Disney, non inganni il nome Disney, è tutt'altro che un film per bambini. Ovviamente nessuno si aspetti un prodotto neanche lontanamente paragonabile ai due titoli eccellenti dell'animazione giapponese, "Ghost in the Shell" e "Akira", ma - ripeto - "Atlantis - The Lost Empire" non ha nulla a che vedere con il modello Disney. Non ci sono canzoncine. Non ci sono animaletti. I personaggi femminili sono vere e proprie donne, formose e provocanti. E la storia narratavi non ha nulla di smielato o zuccheroso: è un adventure in piena regola, a metà tra "Stargate" e "I predatori dell'arca perduta", movimentato e a tratti anche violento.
Poteva essere la volta giusta per spezzare la gradita (ma da chi?) tradizione di proiettare a Natale il film Disney dell'anno, e farlo concorrere anche qui con "Shrek". Poteva. E non è stato.

E mentre da quelle parti, dove ormai purtroppo il nostro spettaore incallito non si trova più, continuano a popolare gli schermi "A.I.", "Moulin Rouge", "Tomb Raider", e tra qualche giorno un altro attesissimo film d'animazione, "Final Fantasy", gli spettatori italiani possono godere (?) del gelato nell'arena estiva o di qualche indimenticabile film che da queste parti può uscire solo in estate. Però via, l'Italia è nei G8...