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recensioni
inserite (autori e sommario a fondo pagina)
Gone Baby Gone /// Ratatouille /// Shrek Terzo /// Sicko /// 300 /// Il vento che accarezza l'erba /// Inland Empire /// Vito e gli altri /// Psyco - Psycho /// Il coltello nell’acqua - Nóz w wodzie
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[Editoriale] 1/5/2008 - Tornando a parlare di lavoro: morte e precariato
Finché esistono ancora Parole Sante di Ascanio Celestini (prodotto dal coraggioso Procacci) rimane una speranza che non si dia peso a presunte sconfitte (elettorali) per non vedere quelle vere (l'assenza di solidarietà e propensione all'autogestione). Le stupidaggini elettorali sono inezie, ma il suo geniale film inchioda con grazia alle loro ignobili inettitudini le organizzazioni sindacali e politiche, senza i toni truci di militanti, ma con la leggerezza dell'ironia, che si trasmette all'autore a partire dai protagonisti della sua inchiesta (e non viceversa!), stringente, intensa, essenziale, dove ogni parola, ogni testimonianza, qualunque fotografia o rievocazione non aggiunge nemmeno una parola di troppo.
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[Reporter] Torino GLBT film festival Da Sodoma a Hollywood 2008
Le sezioni sono tantissime, ma come sempre non le frequentiamo in modo scientifico e nemmeno ne parliamo in modo organico, ma affiancando casualmente film e immaginari che hanno trovato modo nelle nostre visioni di allacciare relazioni, come in molti casi avviene tra gli aficionados del festival.
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[Quick-ones] Skenbart - en film om tag (Delitti: tracce allusive) di Peter Dalle / Oxford Murders di Alex de la Iglesia: Nulla è necessariamente ciò che sembra essere
Quello che accomuna i due film è il fatto che entrambi mettono l'intellettuale al centro della sua insipienza e incapacità di capire il mondo avendo la presunzione di regolarlo, senza capire che le regole sono un'invenzione soggettiva.
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[Quick-ones] Dimora della feccia del mondo - Sweeney Todd
Il suo occhio ha perso ormai ogni peculiarità percettiva umana per trasformarsi in un automatismo di ricerca affannosa: uno sguardo accecato dalla vendetta e dalla pazzia generata dal dolore si muove velocemente.
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[Quick-ones] Paranoid Park
L'esplosione del racconto in mille schegge di storia sembra trarre linfa dal rogo del racconto stesso che si fa rappresentare solo in quel modo e in un'unica performance, perché poi finisce bruciato e le sue singole parti si manifestano nel momento in cui il fuoco le esalta.
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[Reporter] Venezia 2007
Bisogna girar pagina. E pure, nelle prime battute il calendario della settantacinquesima edizione pervicacemente si autocelebra con i lavori di Antonello Sarno, due brevi metraggi di circa trenta minuti: Venezia 75 e Enrico LXXV - Lucherini a Venezia. Sono omaggi che ci stanno tutti perché Venezia è sempre Venezia e il festival ha una storia incredibile. Va bene una celebrazione, ma perché dimenticarsi il gusto di una articolazione più audace, meno accademica ed ingessata?
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[Quick-ones] Locarno 60 Vs. Venezia 75
Questo è lo spirito del Festival di Locarno, anche nel suo 60° compleanno (a proposito, molti auguri). La scoperta coraggiosa, punto. Senza snobismi d'alcun genere. Che si tratti di proiettare davanti al grande / grandissimo pubblico un blockbuster da tenere d'occhio o che si tratti di far scoprire allo stesso grande / grandissimo pubblico un prodotto di nicchia. Proprio così. Come se a Venezia - sempre per non fare paragoni... - proiettassero in Piazza San Marco Diario di una tata con Scarlett Johansson seguito da Redacteddi Brian De Palma.
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[Reporter] Chapliniana, mostra «Chaplin e l'immagine»
Alcuni monitor si affacciano tra le fotografie a raccontare meglio o di più di quanto le immagini fisse già dicano. Tra le immagini compaiono talvolta belle e certosine composizioni di piccole fotografie (piuttosto una selezione di fotogrammi in positivo).
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[Chapeau] Das Leben der Anderen - Florian Henckel von Donnersmarck
C'è un momento che ha una marcia in più nel film: un'inquadratura perfetta per movimento al suo interno, per significato a quel punto del plot e perché è girata in modo anomalo rispetto al resto del film, che è giocato molto su inquadrature fisse o quasi, un lento fluire che registra gli eventi, sottolinea gli interrogatori, cadenza le pressioni sulle vittime del regime (ovvero tutti, compresi i carnefici, anche se abbastanza avvertiti da sapere come muoversi).
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[Tuta antivaccate] Ritorno alla questione del Terrorismo
Cineslogan e cinestereotipi della lotta contro la cinenarrazione. Da qualche giorno mi continuava a ritornare nella mente uno dei tanti slogan che lo stato aveva usato con la retorica tipica di ogni guerra trent'anni fa, quando, gonfiando un fenomeno minoritario con lo scopo - riuscito perfettamente - di soffocare le istanze innovative di una generazione, aveva inscenato un film di successo intitolato «Lotta al terrorismo»...
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[Quick-ones] Uno sguardo alla realtà 9 Nostos
Il Documentario di creazione: Est europeo: dal 1945 a oggi tra le pieghe di una ricostruzione letteraria emerge una composita realtà.
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[Quick-ones] The prestige - di Christopher Nolan
The Prestige ruota attorno a due concetti fondamentali: la duplicazione di ogni singolo elemento cinematografico (personaggi, situazioni, sequenze, spettacoli... metafore) e il concetto di sacrificio, legato alla totale dedizione a un'ossessione, che è quella del Sistema - destinato a essere catalizzante dell'esistenza e unica forma di interpretazione del reale - basato sul bisogno di prospettare una realtà al pubblico fondata sull'illusione.
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[Reporter] ResFest 2006
Il sottotitolo di questa manifestazione potrebbe essere uno slogan degli anni Settanta: «la fantasia al potere». Per il secondo anno consecutivo il Resfest ritorna a Torino e questa volta per festeggiare i suoi 10 anni di vita. Nuovamente un'esplosione di idee, genialità e nuove applicazioni del digitale.
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[Reporter] Torino 2006
Ci sembra sintomatico percorrere il sentiero iniziale di questo dedalo che compone la XXIV edizione del festival torinese con una disamina degli aspetti "non docu" e "non fiction", in particolare per lo sforzo di mantenersi in un territorio in cui si salvaguardano tutte le ambiguità legate alla terra di confine tra fiction e documentario.
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[Quick-ones] Rifondazione documentaria (a partire da La Dignidad de los Nadies)
Ne La memoria del saqeo Solanas era inseguito dagli eventi e si trovava coinvolto e metteva in scena anche i politici, i potenti, i notabili... Qui non c'è spazio per i colpevoli della devastazione della Nazione: programmaticamente il regista insegue le storie più significative di ogni ambito che caratterizza il "day after" dell'Argentina ("Quelle che sto per raccontarvi sono le storie dei nessuno")
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[Quick-ones] Weather Underground - Ritorno alla questione del documentarismo
Un bell'episodio di presa di coscienza... nel senso di ri-possedere una coscienza, quella che impedisce l'inerzia di fronte alla guerra, delle infinite Haditha (nov. 2005)... My Lai (mar. 1968) e tutti i danni collaterali occorsi in mezzo.
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[Chapeau] Sesso e filosofia (Tagikistan, 2006) di Mohsen Makhmalbaf
Guizzare di fiamme: eh, la passione. O forse soltanto tremolio di candele. / Danzano su un cruscotto, nei quadri... su un tavolo, dovunque.
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[Chapeau] Go West (Bosnia, 2005) di Ahmed Imamovic
Che ci fa un pope storpio in carriola? aizza, semina vento su una corda sola; / spaventapasseri folli tra le brume bosniache proteggono il suo raccolto. / Cosa fanno due gemelli con le motoseghe? non trucidi Chainsaw, ma maschere primitive; / i carretti dal fronte sono corollario della loro musica, monocorde pure quella.
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[Reporter] Festival del cinema africano - Milano
Ricca copertura per il Festival del Cinema Africano D'Asia e America Latina (Milano): dall'apertura con il padre del cinema africano, Sembene Ousmane, a Hotel Rwanda e all'ultimo Raul Peck, passando per un'occhiata trasversale al tema dell'integralismo religioso che trasforma il corpo delle donne (e non solo) in un terreno di conflitto, tornando così al tema dell'inaugurazione con Sembene Ousmane.
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[Editoriale] 3/3/2005 - Siamo in carenza di eresia (e brancoliamo nel buio immersi in una luce accecante) #5
...estranei alla speciale luce del finale, infitti nelle tenebre della legge del Tribunale del doge in Merchant of Venice, arcaica come la luce intensa del Tribunale-video dei mujaheddin iraqeni, o delle tenebre bibliche in cui agiscono come ombre i militari di Private... sullo sfondo soltanto l'oscurantismo delle religioni, di tutte le religioni. E noi sentiamo sempre più impellente il bisogno di una sana eresia, unica possibilità di salvezza dalla progressiva e lenta sparizione: la dissoluzione del soggetto, nemmeno più reificato come nelle precognizioni di Baudrillard, ma proprio dissolto dopo che la sua manifestazione da essere vivente è diventata l'Esistenza in video...
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[News] 7/2/2005 - Anticorpi contro la propaganda e la Fascist Legacy
Sono quelli che si sono radunati a Trieste, nella stessa sera in cui l'italica forza dell'immaginario ha maramaldeggiato sulla (ex)Jugoslavia, per vedere proiettato sul muro della sede RAI un film mai ufficialmente distribuito in Italia (Il link collega alla nostra recensione in occasione di una proiezione torinese del 2002).
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[Ipertesti] Argentina: Anni 90 - 2004 Aggiornamento
Ritroviamo la società argentina che lentamente riemerge individuando possibili orizzonti di riferimento per uscire dalla palude, cioè dalla piscina della Cienaga. Quello che risulta interessante è che ognuno rintraccia una possibile via d'uscita riannodando la tradizione dei propri lavori precedenti.
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[Spostati] Nemmeno il destino
Un bookcrossing faulkneriano innesca un doppio legame letterario tra il romanzo di Bettin e il conseguente film di Gaglianone... Perché proprio loro? Perché non altri? Quale via del destino ci ha condotto a entrare nello stesso supermercato, a passeggiare nello stesso reparto degli alcolici, nello stesso momento?, se la vita ha un senso, nel caso remoto in cui ce l'abbia, è rispondere a questa domanda.
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[Videosofia] Soglie invisibili, sfuggenti, trasparenti
Bab el Shams (La porte du Soleil), Dias de campo, Le conseguenze dell'amore, Terminal. Riflessi in obiettivi d'oro tra i Non luoghi di Marc Augè e il Tristano di Tabucchi. Tre film diversissimi per autore, provenienza, destinazione d'uso, genere e successo ultimamente si mantengono sullo stesso crinale verso soluzioni irriconducibili tra loro, ma con lo stesso uso dello spazio ingombro di limiti trasparenti invalicabili e con la stessa pulsione a varcarne la soglia.
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[Reporter] Torino Film Festival 2004
Per protesta contro l'insipienza della edizione di quest'anno del Torino Film Festival, contro la decisione elitaria di tassare gli accrediti, contro la burocratizzazione che impedisce l'ingresso in sala se non dopo defatiganti code con rischio di venir esclusi dalla proiezione abbiamo deciso per una copertura senza immagini e senza approfondimenti, o perlomeno non nella sezione "Reporter" e quindi senza attribuire la visione alla frequentazione del festival.
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[Quick-ones] Uno sguardo alla realtà 2
Appare immediato cogliere le differenze tra il documentario di Ferdinando "Pino" Solanas e quello di Michael Moore: nel linguaggio, nel tono... soprattutto nella passione "partecipata", che è diversa dalla passione con cui Moore si indigna con Bush jr, si possono scoprire le sottili e immisurabili differenze tra le due culture, quella sudamericana insurgentes da sempre, che da quando non è più cortile di casa sta affrancandosi dalla repressione, a confronto con la punta avanzata degli iperintolleranti Usa.
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[Camera verde] Jacques Derrida
Gli incroci di Derrida con il cinema sono stati forse più episodici, rispetto ad altri colleghi. Ma, come si addice a un filosofo, ha indicato i nodi, ha evocato e ispirato l'immaginario, non solo dei più prossimi (i Cahiers dei '60). In suo omaggio, riproponiamo un nostro vecchio lavoro che lo vide protagonista.
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[Qick-Ones] Uno sguardo alla realtà
Forse sta proprio in questa situazione di precariato diffuso e non solo lavorativo che si può trovare la ragione della sempre più frequente tendenza ad orientarsi verso il genere documentario. [...] Alla luce, però, delle nostre emergenze umane, delle evoluzioni dello spettatore e, soprattutto, del calo creativo che assilla gli artisti del mondo sviluppato, il genere è stato trasformato, creando sottotipologie espressive: il finto documentario, il docu-fiction, il film documentaristico, il reportage.
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Gone Baby Gone - Ben affleck:
Ma qual è la cosa giusta da fare? è giusto uccidere un uomo? è giusto uccidere un pedofilo? a chi spetta il compito? è giusta la ricerca del benessere dell'altro? e cosa si è disposti a fare per raggiungere lo scopo Ratatouille - Brad Bird:
Nuova prova del talento di un'officina che riesce a rendere interessante anche una colonia di ratti Shrek Terzo - Chris Miller:
è peggio essere re o diventare papà? Sicko - Michael Moore:
se vai in America non ammalarti mai! 300 - Zack Snyder:
I personaggi sono cesellati con un martello pneumatico; la divisione manicheistica è tale da far impallidire John Ford Il vento che accarezza l'erba - Ken Loach:
Tante possono essere le metafore scelte ad indicare, sul grande schermo, il conflitto tra fazioni opposte Inland Empire - David Lynch:
Quello che gli interessa è probabilmente il gusto di mettere in scena annullando completamente la trama, ridotta a canovaccio Vito e gli altri - Antonio Capuano:
Chi sono infatti gli “altri” cui fa riferimento il titolo? Sono i compagni di Vito in questa tragedia, ma soprattutto sono persone/cose che stanno allo stesso mondo, probabilmente nella stessa maniera: televisione, progresso, immondizia, videogiochi, Psyco - Psycho - Alfred Hitchcock:
Sebbene nei titoli di testa si preannunci una linearità narrativa tipica del regista, così com’era accaduto per le linee che s’intersecavano nei titoli di Intrigo internazionale (1959) a meglio porre l’attenzione si comprende che si tratta invece di Il coltello nell’acqua - Nóz w wodzie - Roman Polanski:
Dopo una lunga gavetta nel realizzare cortometraggi, il giovane Roman Polanski dirige il suo primo (ed unico) lungometraggio nella sua terra d’origine, scegliendo un tema assolutamente incongruo con la natura del proprio paese, come l’acqua. Elemento |